In Ticino siamo tutti a casa? Google dice di no

Coronavirus

Da uno studio si evince che in Ticino la mobilità verso il luogo di lavoro è diminuita «solo» del 49% - Ginevra e Vaud meglio di noi - Spostamenti in calo del 51% verso i parchi, ma a fine marzo sono tornati a crescere

In Ticino siamo tutti a casa? Google dice di no
©CdT/Gabriele Putzu

In Ticino siamo tutti a casa? Google dice di no

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In questi giorni si parla molto (con relative discussioni sulla necessità di salvaguardare la privacy degli utenti) della creazione di app in grado di monitorare - tramite il telefonino - gli spostamenti delle persone e indicare se si è entrati in contatto con persone positive al coronavirus. Google non si è (ancora) spinta fino a quel punto, ma ieri ha presentato uno studio in cui indica l’andamento degli spostamenti personali da e verso luoghi sensibili. E questo in 131 paesi del mondo. C’è anche la Svizzera e c’è anche il Ticino. Vediamoli.

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Negozi, bar e svago: -85%

Le rilevazioni fornite dal gigante di Menlo Park il 16 febbraio, e dunque pochi giorni prima che in Italia (a Codogno, il 21) emergesse quello che è considerato il primo caso di positività. Dai dati ticinesi si vede che proprio in quel periodo iniziano a diminuire - ma in modo non molto marcato - gli spostamenti verso i negozi e luoghi di attività ricreative. Il calo più netto inizia però l’8 marzo, fino ad arrivare a un vero crollo (-85% rispetto al solito) a partire dal 14 marzo, quando il Consiglio di Stato ha annunciato la chiusura di tutti i negozi che non vendono prodotti di prima necessità. In Svizzera la diminuzione è stata dell’81%, ma il calo degli spostamenti avviene qualche giorno dopo rispetto al Ticino.

È vero: si tornava nei parchi

L’altro giorno il Governo e il comandante del polizia cantonale Matteo Cocchi hanno ribadito la necessità di non uscire di casa per motivi non urgenti, sottolineando di aver notato un aumento delle persone in giro. In effetti anche i dati di Google sembrano confermarlo. Nei parchi per esempio si è notata una diminuzione di frequentatori sempre attorno al 14 marzo, ma poi si è visto un aumento (tanto che attorno al 18 e al 19 marzo i rilevamenti dei cellulari indicano una presenza di persone in questi luoghi nella media annuale), poi un netto calo alcuni giorni dopo e poi una nuova risalita attorno al 27 marzo. Complessivamente - complice anche la chiusura di molte aree verdi decise dai Municipi - in Ticino si è assistita una diminuzione del 51% rispetto al solito (in Svizzera è «solo» del 41»). Crollate - del 69% stando a Google - le visite in farmacia.

Stazioni: -64%

Il numero di persone nelle stazioni ferroviarie è diminuito del 64% in Ticino (del 68% in Svizzera), a Zurigo addirittura del 73.

Verso l’ufficio: -49%

Sorprendente il dato (fornito fino al 29 marzo) degli spostamenti verso il posto di lavoro, diminuiti del 46% in Svizzera e «solo» del 49% in Ticino. Si vede un crollo il 19 marzo (-80% rispetto al solito), ma poi la curva è tornata a salire (anche dopo la decisione di chiudere le attività economiche non legate a settori essenziali). Nel canton Vaud - altro cantone molto toccato dall’emergenza coronavirus - la diminuzione è del 50%. A Ginevra del 54. Interessante è anche l’aumento - alla fine non poi così marcato - dei rilevamenti degli spostametni verso la propria abitazione. In Ticino è +21%, in Svizzera +15.

L’utilità di questo strumento
Google spiega di voler mettere a disposizione questi dati per aiutare le persone (e le autorità incaricate di tutelare la salute pubblica) a capire la risposta sociale alle misure di contenimento del virus. Il motore di ricerca garantisce che i dati sono sviluppati nel rispetto della privacy e che, nel limite del possibile, prossimamente fornirà approfondimenti su aree geografiche più specifiche.

Le più cercate: virus e serie tv

Per curiosità - attraverso la funzione Trends - siamo anche andati a guardare quali sono state le parole più cercate dagli svizzeri su Google. Ieri è stata di gran lunga «Coronavirus», seguita (ma staccatissima) da «Casa de Papel» (la serie tv spagnola pubblicata su Netflix) e «Medienkonferenz Bundesrat» (conferenza stampa del Consiglio federale, sempre incentrata sul coronavirus). Stesso discorso giovedì, con «Coronavirus tipps», «coronaviurs conseils» e «coronavirus tips» ai primi tre posti. E in Ticino? Stesso discorso. «Coronavirus», «covid» e «pandemia». Ma c’è anche chi cerca «Microsoft Teams» (un programma adatto al telelavoro), Moodle (il software utilizzato per i corsi scolastici a distanza» e «spesa a domicilio Ticino».

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