In Ticino una Pasqua dal sapore di normalità

Il bilancio

Soddisfazione nel settore alberghiero per l’arrivo «in massa» dei turisti confederati - Lorenzo Pianezzi: «Il nostro cantone si è nuovamente confermato come meta turistica per il resto della Svizzera» - Simone Patelli: «La maggior parte dei campeggi ticinesi sono andati molto vicini al ‘tutto esaurito’»

In Ticino una Pasqua dal sapore di normalità
©KEYSTONE/Alessandro Crinari

In Ticino una Pasqua dal sapore di normalità

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«Sì, c’è stato il pienone. Siamo finalmente tornati - perlomeno dal punto di vista del settore turistico - a una Pasqua come quelle che eravamo abituati a vivere negli anni prima della pandemia». A parlare è il presidente di HotellerieSuisse Ticino Lorenzo Pianezzi che, guardando al fine settimana di festività appena trascorso, non esita a evidenziare la soddisfazione degli albergatori per l’arrivo in massa dei turisti nel nostro cantone. Insomma, almeno per qualche giorno il Ticino è tornato in parte alla normalità che tutti cercano da tempo. E i dati sul grado di occupazione delle strutture alberghiere lo confermano: «Siamo vicinissimi al 100% praticamente in tutto il cantone», spiega Pianezzi. Ma non solo, rispetto agli anni passati un altro segnale positivo riguarda le prenotazioni, arrivate ben prima del solito: «Già tre settimane prima della Pasqua avevamo oltre il 50% di occupazione. Solitamente i turisti confederati preferiscono aspettare l’ultima settimana e poi, a seconda della meteo, decidono se prenotare o meno. Questa volta, invece, la maggior parte delle prenotazioni sono arrivate ben prima». E questo, in soldoni, significa che a prescindere dal bel tempo o dalla pioggia, nel resto della Svizzera c’era una gran voglia di tornare nel nostro Cantone.

Sì, conferma Pianezzi, «il Ticino si è nuovamente confermato come meta turistica per il resto della Svizzera». Non a caso, e per ovvi motivi, durante il week end di Pasqua i confederati che hanno scelto l’estero per trascorrere le vacanze non solo stati molti: le partenze dall’aeroporto di Ginevra rispetto al 2019 hanno registrato un calo dell’85%, mentre a Kloten il numero quotidiano di viaggiatori si è fermato a poco più di 10 mila (in tempi «normali» erano circa 100 mila). Ma anche dal punto di vista del rispetto delle regole, tutto si è svolto nel migliore dei modi. «Certo - conferma Pianezzi - Abbiamo gestito molto bene la situazione. Ma va anche detto che è da un anno ormai che applichiamo i piani di protezione e dunque la macchina è ben rodata da questo punto di vista». Insomma, il primo bilancio di questo periodo di festività in Ticino è molto positivo. L’unica nota «stonata» evidenziata dai nostri interlocutori riguarda la chiusura dei ristoranti, che ovviamente va a incidere pure sull’offerta turistica. «È un peccato», rimarca Pianezzi: «In questo modo purtroppo i turisti si abituano a consumare tramite take away e simili. A mangiare sul marciapiede. Speriamo che con la riapertura dei ristoranti si possa tornare alla vera normalità».

©CdT/ Chiara Zocchetti
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Sorridono anche i campeggi

E pure sul fronte dei campeggi c’è grande soddisfazione. «È stato un fine settimana molto interessante», racconta al Corriere del Ticino Simone Patelli, presidente dell’associazione campeggi ticinesi. «La maggior parte dei campeggi del nostro cantone sono andati molto vicini al ‘tutto esaurito’». La sensazione, aggiunge Patelli, è che «da parte dei turisti ci fosse una grande voglia di cambiare aria». Va infine sottolineato, conclude, che riguardo al rispetto delle regole imposte dal virus «gli ospiti si sono comportanti in maniera esemplare e anche da questo punto di vista siamo molto soddisfatti».

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