Inchiesta parlamentare, si decide dopo l’estate

Ex funzionario del DSS

In una lettera il Governo però afferma: «Il Cantone ha agito correttamente»

Inchiesta parlamentare, si decide dopo l’estate

Inchiesta parlamentare, si decide dopo l’estate

L’amministrazione cantonale ha agito correttamente nel trattare il caso dell’ex funzionario del DSS condannato a inizio 2019 per coazione sessuale. È quanto ha scritto il Consiglio di Stato in una lettera indirizzata ad Andrea Bersani, avvocato di Ivan Pau-Lessi che negli anni Duemila era il diretto superiore del funzionario. Durante il processo, infatti, il giudice Marco Villa aveva indirettamente espresso dure critiche nei confronti dell’amministrazione cantonale per come aveva gestito il caso. Tuttavia, come ha spiegato l’avvocato ai microfoni della RSI, «questa presa di posizione attesta che il signor Pau-Lessi ha lavorato correttamente e non vi sono rimproveri da muovere nei suoi confronti». Sulla vicenda, ricordiamo, è pendente una richiesta interpartitica per istituire una Commissione parlamentare d’inchiesta. Il presidente del PPD Fiorenzo Dadò, tra i firmatari della richiesta, da noi raggiunto spiega che «la nostra opinione al riguardo non cambia. Se il Consiglio di Stato ha appurato che non ci sono state carenze nel gestire la vicenda da parte dell’amministrazione tanto meglio, ma sarà la CPI a verificarlo in maniera indipendente. Ora il mandato per istituire la CPI è ancora in via di definizione, ma vogliamo portare la richiesta a settembre in Gran Consiglio». Il capogruppo della Lega Boris Bignasca non ha commentato la notizia, mentre la capogruppo PLR Alessandra Gianella ribadisce la posizione del suo partito: «Si tratta di reati riprovevoli e che vanno condannati. Ma riteniamo lo strumento della CPI non adatto: spesso si è dimostrato dispendioso e inefficace». Inoltre, aggiunge Gianella, «la politica di milizia non dovrebbe sostituirsi agli organi di Giustizia competenti. Se il Legislativo deciderà di istituire la CPI non ci sottrarremo al nostro dovere, ma i toni inquisitori di questi ultimi mesi hanno poco a che fare con il senso di giustizia». Dal canto suo il capogruppo del PS Ivo Durisch spiega che «se saremo favorevoli alla CPI è per trasparenza e nell’interesse di tutte le parti. È chiaro che le responsabilità di Pau-Lessi, con le ultime notizie, ne escono molto ridimensionate. Ma vogliamo guardare alla vicenda anche in prospettiva futura, per essere certi che quanto fatto dall’ex funzionario non accada più».

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