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Insegnamento dell’italiano: «Il tema sarà approfondito»

La Conferenza dei direttori della pubblica istruzione, accogliendo l’invito del Forum per l’Italiano, fa sapere che nel corso dell’anno saranno svolte delle verifiche

Insegnamento dell’italiano: «Il tema sarà approfondito»
(Foto archivio CdT)

Insegnamento dell’italiano: «Il tema sarà approfondito»

(Foto archivio CdT)

BELLINZONA - Il tema dell’insegnamento dell’italiano nelle scuole dell’obbligo in Svizzera sarà oggetto di approfondimenti e verifiche nel corso dell’anno. La decisione è stata presa dalla Conferenza svizzera dei direttori cantonali della pubblica educazione (CDPE) su preciso invito del Forum per l’italiano in Svizzera. Il Forum, ricordiamo, nel settembre 2018 aveva denunciato una inadeguata offerta facoltativa dell’italiano nelle scuole degli altri cantoni e la mancata organizzazione dell’abilitazione per l’italiano in alcune alte scuole pedagogiche.

Con una lettera del 24 gennaio scorso indirizzata al direttore del DECS Manuele Bertoli e a Diego Erba, coordinatore del Forum, la CDPE prende ora posizione. Nello scritto si precisa dapprima che “la CDPE dà molta importanza all'insegnamento delle lingue nazionali e sostiene l’insegnamento di una terza lingua nazionale, in particolare a livello secondario“. Inoltre, poiché il concordato HarmoS prevede che venga proposto l'insegnamento facoltativo di una terza lingua nazionale durante le scuole dell'obbligo, la CDPE fa sapere che esaminerà il tema e lo approfondirà nell’ambito del secondo bilancio sull'armonizzazione delle scuole dell’obbligo in Svizzera. Il bilancio 2019 della CDPE sarà dunque “completato da un esame concernente la messa in atto dell'art. 4 cpv. 2 del concordato HarmoS”.

In base all’esito di questo bilancio – prosegue la lettera firmata dalla Segretaria generale della Conferenza Susanne Hardmeier – “la CDPE potrà stabilire se l'offerta d'italiano è appropriata e, nel caso, intraprendere delle riflessioni più approfondite sulla promozione dell'italiano nelle scuole dell’obbligo”.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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