L’11% dei ticinesi è entrato in contatto col virus

lo studio

I risultati sulla sieroprevalenza del SARS-CoV-2 nella popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni

L’11% dei ticinesi è entrato in contatto col virus
© CdT/Gabriele Putzu

L’11% dei ticinesi è entrato in contatto col virus

© CdT/Gabriele Putzu

L’11% dei ticinesi è entrato in contatto con il coronavirus. È quando emerge dai risultati del progetto Corona Immunitas Ticino - condotto dall’Istituto di salute pubblica dell’USI e dal Dipartimento economia aziendale, sanità e sociale della SUPSI - sulla sieroprevalenza del SARS-CoV-2 nella popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni.

Lo studio

Lo studio - si legge in una nota - è stato condotto su 8 mila persone residenti nel nostro cantone di età compresa tra i 5 e i 104 anni ed estratte casualmente dall’Ufficio federale di statistica. Il progetto Corona Immunitas Ticino, che fa parte di un’iniziativa nazionale denominata Corona Immunitas, è guidato dalla Swiss School of Public Health (SSPH+) di cui sono membri fondatori USI e SUPSI, ed è supportata dall’Ufficio Federale della Sanità Pubblica, da diversi Cantoni e numerose aziende. La finalità «è misurare la diffusione del virus SARS-CoV-2, lo sviluppo dell’immunità, l’impatto sociale, economico e le conseguenze dell’epidemia sulla salute, mentale e fisica della popolazione».

I campioni di sangue sono stati prelevati a luglio presso gli ospedali dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) sulle persone che fanno parte del campione statisticamente rappresentativo. I test sierologici sono poi stati eseguiti dall’Istituto di Ricerca in Biomedicina (IRB), affiliato all’USI, e dal Laboratorio di microbiologia applicata della SUPSI, e ripetuti nei laboratori del CHUV. I campioni risultati positivi alla ricerca degli anticorpi indicano i partecipanti che sono stati infettati dal virus e che hanno sviluppato una risposta immunitaria.

I risultati

L’altissima qualità del test impiegato e la rappresentatività del campione consentono di affermare che tra i circa 210.000 adulti residenti in Ticino circa 23.000 sarebbero a oggi entrati in contatto con il virus. Si nota che solo poco più di 2.000 casi sono stati notificati nel nostro Cantone dall’inizio dell’epidemia. Alla prima fase dello studio hanno aderito 1.300 persone che continuano a rispondere online ai questionari settimanali e mensili sull’evoluzione dell’epidemia e su come il suo impatto si modifichi nel tempo. Il test sierologico è stato eseguito su oltre la metà dei partecipanti (647). Lo studio Corona Immunitas a livello nazionale impiega lo stesso test, gli stessi metodi e le stesse procedure, consentendo così di confrontare i risultati del Ticino con quelli degli altri cantoni.

In Ticino il dato più alto

La presenza di anticorpi al SARS-CoV-2 è stata rilevata nell’11% del campione in Ticino. Si tratta del dato più alto a livello nazionale. Più nel dettaglio, nel Canton Vaud si è registrata una sieroprevalenza del 7%, a Basilea del 4% mentre a Zurigo la stessa scende al 3%.

Più alto a Locarno, più basso a Bellinzona

Un altro dato interessante riguarda la diversità regionale della sieroprevalenza sul territorio ticinese: se a Locarno il dato è di poco superiore al 15%, a Bellinzona si attesta attorno al 10%, e le altre zone si situano invece a metà tra queste due cifre. Guardando a questi dati ancora più nel dettaglio per fasce di età, in Ticino le donne tra i 20 e i 35 anni hanno una sieroprevalenza che sale al 18%, mentre per gli adulti fra i 50 e i 64 anni (sia uomini che donne) si situa intorno al 10%.

Il confronto col test dell’ufficio del medico cantonale

È inoltre possibile effettuare un confronto con i risultati dello studio condotto dall’Ufficio del medico cantonale tra maggio e luglio (corrispondenti alla Fase 1 della pandemia), che ha però utilizzato un test diverso. Questo aveva messo in evidenza una sieroprevalenza dell’ordine del 9%. Ciò significa che più di due persone su cento sarebbe nel frattempo entrate in contatto con il virus, il che si tradurrebbe a livello della popolazione ticinese in oltre 4.000 persone tra i 20 e i 64 anni di età.

Le prossime tappe

Il risultato di sieroprevalenza tra gli adulti rappresenta la prima tappa di un lungo cammino. Corona Immunitas Ticino infatti prosegue. Oltre a continuare nell’arco di un anno a monitorare la popolazione di età compresa tra i 20 e i 64 anni attraverso i questionari, non si esclude la possibilità di ripetere il test sierologico per contribuire ad una migliore comprensione degli eventuali fattori di rischio e dei relativi meccanismi di contagio e diffusione del virus. Inoltre, a partire da settembre è iniziata la seconda fase del progetto, che prevede il coinvolgimento di 2.000 persone di età inferiore ai 20 anni e 2000 dai 65 anni di età in su. «Su queste due fasce della popolazione si sa ancora molto poco. Solo un campione ampio e rappresentativo ci permetterà di approfondire quello che sta succedendo tra i ragazzi in età scolare e tra gli anziani», spiega ancora la nota. A tutti coloro che sono stati casualmente selezionati viene proposto di rispondere ai questionari online o, per gli anziani che lo desiderano, al telefono, e di effettuare il test sierologico. In questa fase, particolare attenzione viene data agli aspetti intergenerazionali di questa epidemia, compresi i rischi e le modalità di contagio, e i cambiamenti nei rapporti tra generazioni differenti. Per questo motivo a tutti i partecipanti viene offerta la possibilità di invitare a far parte dello studio persone di età inferiore ai 20 anni o superiore ai 65, con cui hanno avuto contatti regolari negli ultimi mesi.

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