L’algoritmo di Google cambia forma

E-commerce

A partire da questo mese ci saranno grandi cambiamenti sui posizionamenti su Google dei siti di vendita online: decisiva sarà la cosiddetta «user experience» dell’utente - Con Ale Agostini (AvantGrade.com) il punto sui principali attori attivi in Ticino

L’algoritmo di Google cambia forma
© EPA/Boris Roessler

L’algoritmo di Google cambia forma

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«Sia studi interni che ricerche di settore dimostrano che gli utenti preferiscono i siti con un’ottima esperienza sulle pagine. Negli ultimi anni, l’algoritmo che gestisce i risultati di ricerca ha aggiunto diversi criteri relativi all’esperienza utente, quali la velocità di caricamento delle pagine e l’ottimizzazione per i dispositivi mobili, come fattori per il ranking dei risultati». Maggio 2020, Google introduceva così la questione. Parlando di una «modifica imminente al ranking della ricerca che incorpora queste metriche relative all’esperienza sulle pagine». Ecco, ci siamo, l’algoritmo aggiornato di Google sta per entrare in funzione e verrà completato nell’estate.

Cosa significa?

Google parla in particolare di Core Web Vitals, ovvero di metriche essenziali per misurare l’usabilità di un sito web. Insomma, la qualità nell’utilizzo. Detta in parole ancora più povere: quando si apre un sito web, la soddisfazione che si ricava dal suo utilizzo. Google capta questo grado di soddisfazione, non tanto da giudizi espressi in maniera esplicita, quanto - implicitamente - da alcuni elementi del sito stesso. In particolare, l’algoritmo aggiornato si baserà su tre nuovi fattori: il caricamento dell’elemento principale della pagina, la stabilità visiva della pagina stessa e, infine, la cosiddetta prima interattività. I siti - specie quelli di vendita online -, o meglio, chi li crea e gestisce, dovrà tenerne conto per fare in modo che la propria vetrina rimanga in testa al ranking una volta avviata una ricerca nel motore Google. A giovarne, perlomeno idealmente, saranno di conseguenza gli utenti. Ale Agostini, fondatore di AvantGrade.com, ci spiega: «Dal momento in cui entrerà in gioco il nuovo aggiornamento dell’algoritmo di Google chiamato “Google page Experience”, l’utente che effettuerà una ricerca, troverà nei primi risultati un ranking nuovo rispetto a quello attuale. Tutto dipende da Google, da come giudica l’esperienza di navigazione nei vari siti. Potrebbe quindi “premiare” alcuni attori e “penalizzarne” altri». Pensiamo in particolare, come già sottolineato, a chi si occupa di e-commerce.

I tre nuovi fattori

AvantGrade.com ha effettuato uno studio relativo a queste nuove regole di Google (i Core Web Vitals) dei principali attori dell’e-commerce svizzeri, con lo scopo di stilare una classifica dei siti con una migliore «user experience». Google prende i dati utili a questo genere di classificazione dalle navigazioni fatte sul proprio browser, Chrome. Ma come capisce se l’utente è soddisfatto? Avant.Grade.com ritorna sui tre fattori. Ale Agostini: «Il primo fattore: il tempo in cui si carica l’elemento principale di una pagina, per esempio l’immagine principale: Google indica 2,5 secondi al massimo per una buona esperienza». Il secondo: «La stabilità della pagina. Capita, quando sei su una pagina che, volendo cliccare su un link, proprio in quell’istante si muovano gli elementi e si vada quindi a cliccare su un’altra cosa, non quella desiderata. Ecco, più sarà stabile il layout, e più verrà premiato il sito». Il terzo: «La prima interattività. Anche in questo caso, entrando in una pagina, quanti millesimi di secondo servono prima di poter compilare un form o selezionare un prodotto». Google non si baserà solo su questi tre indicatori. «L’anno scorso sono state stimate 4.000 modifiche delle regole, basate su circa 250 fattori». Un equilibrio in continuo movimento, che gli esperti del settore seguono su base giornaliera. Ma allora per quale motivo questi fattori sono reputati tanto decisivi? «Google in effetti li ha annunciati con un anno d’anticipo». Come stimolo di crescita per il web tutto? Ale Agostini: «Sistemare questi fattori può richiedere anche parecchio tempo. Google ha di fatto dato il tempo ai responsabili marketing di adeguarsi».

I siti in Ticino

Spesso, i gestori di siti non riescono ad anticipare tali dinamiche, finendo con il rincorrere. «Dice tutto il fatto che l’aggiornamento di Google era previsto tra aprile e maggio, ma è poi stato rimandato di due mesi. Da alcune ricerche è risultato chiaro come molti siti non siano ancora pronti. Finché l’algoritmo non sarà aggiornato, non perderanno posizioni, e semmai si attiveranno più in là, a primi giochi fatti. A fine mese ci saranno quindi vincitori e vinti. Mi aspetto grosse variazioni di traffico, positive per i più virtuosi, negative per i più pigri. Va ricordato come gran parte delle visite di un sito arrivi dai risultati dei motori di ricerca, principalmente da Google». Stando ai risultati dello studio di AvantGrade.com, «la media dei principali siti di e-commerce in Svizzera è buona. Chiaro, non tutti i siti sono pronti al cambiamento. La qualità dei migliori è medio-alta». Come leggere per esempio l’80,54% totale di Ricardo, relativo ai tre fattori? «Questa, come anche gran parte delle altre percentuali, è buona. Poi, oltre alle medie, c’è di più. Dipende molto anche dalle categorie di utenti; fondamentali in questo senso sono gli alto-spendenti. Insomma, le aziende che vorranno fare vendite online al top, dovranno lavorare costantemente sull’ottimizzazione SEO e UX e puntare a percentuali attorno al 90%, almeno. Il prezzo se non si raggiungono certi risultati è la perdita di opportunità. La Svizzera è messo bene, si diceva, ma c’è lavoro da fare per tutti, chi più chi meno».

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