L’elezione dei procuratori e quel messaggio su WhatsApp

Magistratura

Nel testo, inviato circa un mese fa dal giudice Mauro Ermani al pg Andrea Pagani si legge: «Trattamela bene, se no ricomincio a parlare male di voi»

L’elezione dei procuratori e quel messaggio su WhatsApp
© CdT/Gabriele Putzu

L’elezione dei procuratori e quel messaggio su WhatsApp

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Dopo il caso dei 5 procuratori pubblici «sfiduciati», un WhatsApp inviato circa un mese fa dal giudice Mauro Ermani, presidente del Tribunale penale cantonale (Tpc), al procuratore generale Andrea Pagani getta nuova benzina sul fuoco in vista del giorno dell’elezione in Gran Consiglio dei magistrati. Il contenuto del messaggino in questione è stato anticipato ieri da «Ticinonline» e recita: «Pare sia andata bene. Se lascia il Tribunale penale trattamela bene. Se no ricomincio a parlare male di voi». Il pg Pagani, che afferma di non aver risposto, ha ricevuto il messaggio mentre erano in corso le audizioni e le valutazioni per il rinnovo delle cariche al Ministero pubblico da parte del Gran Consiglio, con il Consiglio della magistratura chiamato a preavvisare le ricandidature dei procuratori uscenti e la Commissione di esperti indipendenti tenuta a preavvisare quelle nuove. Tra i sette aspiranti procuratori c’è anche una vicecancelliera del Tpc, a quanto pare stretta collaboratrice di Ermani. «Pare sia andata bene», sarebbe riferito proprio a lei e alla sua audizione davanti alla Commissione. Mentre quel «voi» («Se no ricomincio a parlare male di voi») è il Ministero pubblico. Sulla vicenda il pg Andrea Pagani spiega a «laRegione»: «Era il periodo in cui la Commissione di esperti si stava occupando delle nuove candidature, una procedura, peraltro, nella quale io non ho come procuratore generale alcuna voce in capitolo. Ho collegato quel messaggio al fatto che da tempo insistevo con Ermani, in occasione di qualche telefonata o di qualche incontro di lavoro, ad avere rispetto dell’attività del Ministero pubblico e dei magistrati che lo compongono». Il pg poi aggiunge: «E, ripeto, l’ho collegato alla mia richiesta a Ermani di avere più rispetto del lavoro del Ministero pubblico». Dal canto suo il giudice Ermani ha dichiarato a «liberatv.ch»: «Era chiaramente una battuta. Sono serenissimo, quel messaggio va contestualizzato nell’ambito dell’audizione dei candidati da parte della Commissione di esperti, e il “trattamela bene” era evidentemente riferito a una eventuale nomina della mia collaboratrice. Come la frase seguente. Tra l’altro, quel messaggio va anche letto sulla falsariga di una battuta che il procuratore generale mi fece quando un suo segretario giudiziario dovette affrontare gli esami di avvocatura, dove io ero esaminatore». Oltre alla valutazione al vetriolo firmata dal presidente del Consiglio della magistratura (CDM) Werner Walser, nei confronti dei 5 pp ci sarebbero state anche critiche proprio da parte di Mauro Ermani.

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