L’EOC è attivo nella ricerca clinica contro il coronavirus

Medicina

La Clinical Trial Unit dell’Ente ospedaliero cantonale è stata accolta a pieno titolo nell’organizzazione svizzera di categoria

L’EOC è attivo nella ricerca clinica contro il coronavirus
© CdT/Gabriele Putzu

L’EOC è attivo nella ricerca clinica contro il coronavirus

© CdT/Gabriele Putzu

La Clinical Trial Unit (CTU) dell’Ente ospedaliero cantonale (EOC) è stata accolta quale membro a pieno titolo dell’organizzazione accademica svizzera per la ricerca clinica. La decisione, alla quale ha contribuito la recente firma dell’accordo sulla ricerca fra l’EOC e l’Università della Svizzera italiana (USI), è stata presa durante l’ultima riunione del Comitato direttivo della SCTO, di cui fanno parte i cinque ospedali universitari svizzeri, l’Ospedale cantonale di San Gallo, l’Accademia svizzera delle Scienze Mediche e il Collegio dei Decani. La decisione della Swiss Clinical Trial Organisation (SCTO) assume una rilevanza particolare in questo periodo di emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19, perché la CTU-EOC ha assunto un ruolo attivo di promotore e sostenitore di studi nazionali e internazionali di ricerca sul coronavirus.

La SCTO coordina attualmente a livello svizzero gli sforzi dei principali ospedali nazionali nella ricerca sulla Covid-19. Sia a livello svizzero che internazionale sono stati avviati numerosi studi clinici sul virus e la SCTO incoraggia i ricercatori a unire le forze partecipando a progetti di ricerca clinica in modo coordinato, come raccomandato anche dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA). «Fungere da piattaforma centrale di riferimento, idealmente a livello cantonale, per promuovere e sostenere attivamente studi clinici di alto livello e coordinati con altri grandi centri svizzeri e internazionali è per noi come CTU-EOC un compito importante in questa fase di emergenza sanitaria. Il fine è quello di mettere a disposizione dei pazienti i trattamenti più all’avanguardia e contribuire a trovare la cura più efficace per questa malattia», afferma il professor Alessandro Ceschi, direttore della CTU-EOC.

Rafforzata la ricerca nella Svizzera italiana

Il riconoscimento della CTU-EOC quale membro a pieno titolo della SCTO rafforza in modo significativo la partecipazione della Svizzera italiana al contesto nazionale della ricerca clinica. «Questo riconoscimento - si legge in una nota dell’EOC - è importante anche in vista del Master in medicina umana che la Facoltà di Scienze Biomediche dell’USI avvierà in settembre e per il quale l’EOC sarà il principale partner clinico. La ricerca è infatti una dimensione di grande rilevanza per una Facoltà di medicina». E ancora: «L’appartenenza a pieno titolo nella SCTO costituisce anche un ulteriore passo avanti nel profilare l’EOC come ospedale di valenza universitaria».

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