L’EOC è pronto alla seconda ondata

Sanità

L’Ente ospedaliero ticinese si adegua alle esigenze del momento nella lotta alla pandemia: casi COVID a La Carità, chiudono i pronto soccorso di Faido e Acquarossa e i reparti di ostetricia e neonatologia a Locarno e Mendrisio, dove si fermerà anche la medicina pediatrica stazionaria

L’EOC è pronto alla seconda ondata
©CDT/GABRIELE PUTZU

L’EOC è pronto alla seconda ondata

©CDT/GABRIELE PUTZU

L’Ospedale pubblico è pronto a fronteggiare la seconda ondata della pandemia. «Di fronte all’aumento dei ricoveri di pazienti contagiati dal coronavirus, il dispositivo di letti COVID dell’Ospedale regionale di Locarno deve essere adattato alla nuova situazione. Al fine di garantire lo stato di prontezza voluto dalle autorità sanitarie del Cantone, il Consiglio di Stato ha emanato varie disposizioni che riguardano direttamente le strutture dell’ospedale pubblico e che permetteranno di convogliare verso l’Ospedale di Locarno le necessarie risorse umane e di materiale», si legge in una nota odierna dell’Ente ospedaliero cantonale (EOC).

Le disposizioni elencate qui di seguito entrano in vigore a partire da oggi, venerdì 30 ottobre, e lo resteranno almeno fino a lunedì 30 novembre:

 chiusura dei reparti di ostetricia e neonatologia degli ospedali di Locarno (da subito) e Mendrisio (dal 3 novembre);

 chiusura del reparto di medicina pediatrica stazionario dell’Ospedale di Mendrisio, i cui pazienti saranno ricoverati presso l’Ospedale Civico, a Lugano;

 chiusura del Pronto Soccorso degli ospedali di Faido (dal 30 ottobre / 16h00) e Acquarossa (dal 3 novembre).

Rimangono chiusi:

- il reparto di medicina pediatrica stazionaria dell’Ospedale di Locarno;

- il reparto letti acuti di minore intensità dell’Ospedale di Locarno;

- il Pronto Soccorso dell’Ospedale Italiano di Lugano.

L’esigenza di chiudere i servizi indicati è dovuta alla necessità di potere disporre del personale medico e infermieristico supplementare da mettere al servizio dell’ospedale COVID EOC a La Carità di Locarno e di ridistribuire in modo ottimale il personale di cura tra i vari servizi in modo da garantire il mantenimento dell’attività non-COVID.

Inoltre, per aumentare le capacità ricettive di pazienti COVID, i mandati di riabilitazione attribuiti alla Clinica di riabilitazione dell’EOC nella sede di Faido potranno essere sospesi se necessario.

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