L’Italia senza quarantena, in Ticino è già boom di test rapidi

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In molti non vedono l’ora di visitare i propri cari oltreconfine o semplicemente frequentare ristoranti e supermercati italiani - Le farmacie prese d’assalto: «In due giorni i test di una settimana intera»

L’Italia senza quarantena, in Ticino è già boom di test rapidi
© CdT/Chiara Zocchetti

L’Italia senza quarantena, in Ticino è già boom di test rapidi

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Dall’Italia l’ufficialità riguardo l’abolizione della mini quarantena (a determinate condizioni) è arrivata poche ore fa, ma in Ticino i preparativi per tornare a varcare il confine fervono ormai da giorni, tanto che le farmacie hanno fatto fatica a tenere il passo con l’impennata di richieste di tamponi.

Tra chi non vede l’ora di poter visitare i propri cari oltreconfine e chi, più banalmente, di tornare a vestire i panni di turista (magari riempiendo nel frattempo pance e carrelli nei ristoranti e supermercati italiani), l’idea di sottoporsi a un test rapido non è mai stata più allettante.

In due giorni i tamponi normalmente eseguiti in una settimana

«Con questo passo si ritrova un minimo di normalità: c’è molta richiesta ed è sicuramente un buon segno», ci ha confermato Federico Tamò, titolare della farmacia Malè di Bellinzona e portavoce dell’Ordine dei farmacisti del canton Ticino. «In due giorni abbiamo eseguito un numero di tamponi pari a quanti ne effettuavamo normalmente in una settimana». La popolazione, insomma, non ha atteso il nero su bianco dell’ordinanza italiana per prendere d’assalto le farmacie. «La notizia era nell’aria e la gente si è organizzata con anticipo», ha spiegato Tamò. «Stiamo facendo i salti mortali per riuscire a soddisfare tutti». Bisogna tuttavia considerare che questo è un weekend speciale: «Con il ponte è normale che le richieste subiscano un aumento, ma i numeri rimarranno sicuramente alti anche nei prossimi giorni e anzi, continueranno a crescere», prevede il portavoce dell’Ordine dei farmacisti ticinesi. «Noi faremo tutto il possibile, ma abbiamo limiti legati alle risorse umane. Oggi avremmo potuto avere una disponibilità infinita e sarebbe stata richiesta anche quella», ha concluso ridendo.

E gli autotest?

E se il test rapido spopola, quello «fai da te» come se la passa? Il canton Neuchâtel ha rivolto oggi un invito particolare alla propria popolazione, quello di effettuare regolarmente gli autotest in un giorno specifico della settimana, il martedì. Da noi contattato riguardo alla possibilità di introdurre una simile cadenza anche alle nostre latitudini (come del resto si era ventilato ad inizio aprile), il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) ha risposto che in Ticino «non si ritiene per ora necessario lanciare iniziative o progetti specifici legati agli autotest». Oltre all’andamento epidemiologico attualmente favorevole, ha sottolineato il DSS, va considerato che la popolazione ha ben recepito quale test effettuare in quale occasione e «le persone che risultano positive dopo un autotest si annunciano correttamente per svolgere un secondo test di conferma. Questo testimonia il senso di responsabilità dei cittadini».

Cifre alla mano, dall’introduzione dei test «fai da te», in Ticino si sono registrati 2.031 casi positivi. 365 dei quali identificati grazie agli autotest. Poco meno di un contagio su cinque (il 18%) è stato quindi scoperto grazie al nuovo metodo introdotto il mese scorso.

Da noi interpellato sulla possibilità di fissare anche sul nostro calendario un giorno preciso per effettuare l’autotest, Tamò ha risposto: «A mio avviso avere una ripartizione su più giorni della settimana permette di identificare più rapidamente eventuali focolai, ma non c’è una strategia giusta e una sbagliata: in Ticino si è semplicemente deciso di dare più libertà al cittadino. L’importante è che gli autotest siano disponibili ed effettuabili nel giusto contesto». E riguardo ai contagi scoperti grazie agli autotest: «Benché i test fai da te siano rivolti alle persone che non presentano sintomi, è molto probabile che tra i positivi identificati vi sia qualcuno che, manifestando dei sintomi ed essendo in possesso di un autotest, abbia optato per il suo utilizzo. Non tutti i contagi scoperti grazie a questo metodo rientreranno dunque nel target inizialmente stabilito per l’autotest (quello delle persone sane, asintomatiche, ndr), ma il fatto che una percentuale così alta delle nuove positività sia stata rilevata proprio grazie ai «fai da te» è sicuramente incoraggiante».

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