L’MPS interroga su case anziani e operazioni urgenti

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I temi legati al coronavirus continuano a tener banco anche negli atti parlamentari

L’MPS interroga su case anziani e operazioni urgenti
© CdT/ Chiara Zocchetti

L’MPS interroga su case anziani e operazioni urgenti

© CdT/ Chiara Zocchetti

Il Gruppo MPS-POP-Indipendenti ha inoltrato oggi due interpellanze all’attenzione del Consiglio di Stato in tema coronavirus. I due atti parlamentari a firma Simona Arigoni, Angelica Lepori, Matteo Pronzini chiedono da una parte qual è la situazione in merito ad una seconda ondata di COVID-19 nelle case anziani e se in Ticino si sono effettivamente sospese le operazioni non urgenti ed elettive.

«Nella giornata di ieri, 12 novembre, la Società svizzera di medicina intensiva ha nuovamente rivolto un accorato appello alle direzioni delle cliniche elettive a rinviare gli interventi ed i trattamenti non urgenti negli ospedali» scrivono i tre deputati. «Come noto in Ticino vi sono due cliniche profit, legate al gruppo sanitario-immobiliare Genolier, che praticano quasi esclusivamente interventi e cure elettive. Da più parti si sono levati dubbi e perplessità sul fatto che, effettivamente, in queste due cliniche si sia ridotto il numero di operazioni non urgenti ed elettive con il conseguente dirottamento di personale sulle strutture acute impegnate nella cura delle persone colpite dal COVID-19. Chiediamo di conseguenza al Consiglio di Stato di darci delle indicazioni chiare, e più precisamente:

1. Percentualmente di quanto si sono ridotti gli interventi e trattamenti non urgenti nella Clinica San Anna e presso la Ars medica?

2. Quanto personale medico ed infermieristico di queste due cliniche è stato prestato alle strutture dell’EOC e della Clinica Luganese?».

In merito alle case di riposo, invece, i granconsiglieri MPS rilevano che anche in questa seconda ondata, si sono verificati focolai con un numero importante di positivi. «Purtroppo, non si ha una visione completa e chiara della realtà. Per decisione del medico cantonale è lasciata facoltà alle singole strutture decidere se comunicare o meno la presenza di casi positivi. Emblematica, a questo proposito, la decisione del Municipio di Bellinzona di non informare la cittadinanza su quanto succede nelle case per anziani della Città. Non abbiamo inoltre nessun confronto tra le due ondate. Per questa ragione chiediamo al Consiglio di Stato di comunicarci per il periodo dal 1° ottobre al 20 novembre 2020:

1. Quante sono state le case per anziani con casi positivi COVID-19? Nei primi 51 giorni della prima ondata quante erano state le case per anziani coinvolte?

2. A quanto sommano i casi positivi ed i decessi in questo periodo? Quanti sono stati nei primi 51 giorni della prima ondata i positivi ed i decessi?».

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