La bussola dei liberali radicali per orientarsi nella crisi

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Nel corso del secondo e-congresso, il PLR ha tracciato la rotta per il rilancio del Paese – Bixio Caprara: «È solo creando ricchezza che riusciremo a redistribuirla» – Christian Vitta: «Crediamo nei settori in cui siamo promettenti» – Alessandra Gianella: «Il conto sarà salato»

La bussola dei liberali radicali per orientarsi nella crisi
©CdT/Nico Nonella

La bussola dei liberali radicali per orientarsi nella crisi

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Da sempre i naviganti si sono affidati alla bussola, strumento che li aiutava a orientarsi nei momenti più difficili. Per traghettare il Paese fuori dalle acque agitate dalla crisi legata al coronavirus, la bussola migliore «è costituita dai valori di libertà, coesione e progresso». Il presidente del PLR Bixio Caprara ha inaugurato così il secondo e-comitato del Partito liberale radicale. Il tema centrale della serata, trasmessa in diretta streaming sui canali del partito e moderata dalla consigliera comunale luganese Karin Valenzano Rossi, è stato quello del rilancio del Paese in questa fase di «nuova normalità» dettata dall’emergenza sanitaria.

Responsabilità individuale

Nel suo intervento, Caprara ha posto l’accento proprio su questi valori liberali, «indispensabili per poter avanzare nella crisi». «È solo creando ricchezza che saremo in grado di redistribuirla», ha sottolineato. Per poterlo far e per poter ambire al rilancio, il presidente del PLR ha ribadito che occorre però puntare «sulla responsabilità individuale piuttosto che solo dello Stato».

Su una corda senza rete

Il secondo relatore a intervenire è stato il consigliere di Stato Christian Vitta, che ha affrontato le fasi calde della pandemia anche in veste di presidente del Governo. La parola che meglio descrive come è stato gestire l’emergenza sanitaria, ha affermato, è «equilibrismo».

«È stato come camminare su una corda senza rete di protezione – ha ricordato – Da un lato c’erano i dialoghi con Berna, cui bisognava illustrare la gravità della situazione in Ticino, e dall’altro l’Italia, un Paese nel quale la crisi era ancora più acuta». Vitta ha ricordato in particolare due aneddoti molto significativi. Il primo è la decisione del Governo a metà marzo di chiudere le scuole e gran parte delle attività economiche: «Siamo entrati in una fase che ci ha visti contrapposti a Berna. Se il Consiglio federale non avesse avallato la nostra decisione si sarebbe aperta una crisi». Il secondo aneddoto riguarda invece la gestione delle sei finestre di crisi, ottenute «grazie a un lavoro di squadra che ha permesso di inviare i relativi dossier a Berna in 24-48 ore». Volgendo uno sguardo al futuro, il direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia ha affrontato il tema della tanto agognata ripresa economica. «Dipende da come si svilupperà: può farlo in maniera più rapida, e ce lo auguriamo, oppure più lenta. Questo scenario è quello che ci spaventa di più perché ci attenderebbero mesi se non anni di crisi». Ci vorrà comunque del tempo per capire quale dei due scenari si concretizzerà, ma per Vitta la rotta da seguire è chiara: «Dobbiamo credere nei settori nei quali siamo più promettenti e incentivarli, riconvertendo chi opera in quelli che lo sono di meno».

Avanti su due binari

La parola è infine passata alla capogruppo in Gran Consiglio Alessandra Gianella, la quale ha ricordato che il cantone «deve avanzare sui binari della formazione e dell’innovazione» per poter uscire dalla crisi. Crisi che «presenterà un conto molto salato in termini di disoccupazione, debito pubblico e recessione e sarà a carico delle generazioni future». Gianella ha poi ricordato le proposte avanzate nelle scorse settimane dal gruppo del PLR «a favore del mantenimento dei posti di lavoro, della formazione e della ricerca» e ha annunciato imminenti proposte per quanto riguarda il settore sociosanitario. «Per uscire da questa crisi ci attendono scelte coraggiose e riforme strutturali», ha rimarcato.

Il congresso in autunno

Nel corso della serata è stata approvata la convocazione del congresso cantonale per il prossimo 3 ottobre. A giugno verrà organizzato un comitato «in presenza».

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