La nascita della Città Ticino e il cambio di mentalità

Mobilità

È in vigore da lunedì l’orario definitivo che permette di sfruttare al 100% il potenziale della galleria del Monte Ceneri - Claudio Zali: «Non siamo più il fanalino di coda, da oggi non si può più dire che da noi il trasporto pubblico non funziona»

La nascita della Città Ticino e il cambio di mentalità
© CdT/Gabriele Putzu

La nascita della Città Ticino e il cambio di mentalità

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La rivoluzione della mobilità in Ticino è servita. A partire da lunedì, con l’entrata in vigore del nuovo orario definitivo dei trasporti pubblici, finalmente è possibile sfruttare al 100% il potenziale della nuova galleria del Monte Ceneri inaugurata il 13 dicembre scorso. E ora, per dirla con le parole del direttore del Dipartimento del territorio (DT) Claudio Zali, nel nostro cantone «occorre un cambio di mentalità». Già, perché il successo di tutta questa operazione verrà in buona sostanza determinato negli anni a venire dalla risposta che la popolazione darà in termini di crescita del trasporto pubblico.

Una scusa che non vale più
In questo senso, durante un incontro informativo con la stampa, il consigliere di Stato ha voluto rimarcare il fatto che oggi, grazie al potenziamento della mobilità che si è concretizzata in questi mesi, «tra gli agglomerati ticinesi ci si può spostare in maniera migliore con il trasporto pubblico rispetto al veicolo individuale». E quindi, secondo Zali, inizia oggi «una riflessione per migliaia di utenti che per svariati motivi usano l’automobile per recarsi a lavoro e che spero potranno d’ora in avanti scoprire questo nuovo servizio». Certo, ha ammesso Zali, considerato il contesto pandemico «il momento non è favorevole. Ma da oggi non si può più dire che il trasporto pubblico in Ticino non funziona». Proprio per questo motivo, «una volta che la pandemia sarà passata», il direttore del DT si aspetta «una risposta importante da parte della popolazione» con una crescita degli abbonamenti, dell’acquisto dei biglietti e perché no, «anche delle vetture immatricolate». E questo anche perché, ha infine rimarcato Zali, «il Ticino non è più nelle posizioni di coda rispetto al resto della Svizzera per quanto riguarda i trasporti pubblici e ha un’offerta di tutto rispetto che crea pure le basi per un futuro più sostenibile».

La scusa che ci si mette troppo tempo per spostarsi non regge più

A fargli eco anche la direttrice delle FFS Regione Sud Roberta Cattaneo: «L’auspicio è quello di vedere sempre più persone che si spostano utilizzando il trasporto pubblico». «Da oggi - ha aggiunto - la scusa che ci si mette troppo tempo per spostarsi non regge più». Cattaneo ha voluto pure sottolineare gli importanti investimenti fatti dal punto di vista infrastrutturale «che vanno al di là della costruzione della nuova galleria» e che più in generale hanno reso la rete di trasporto pubblico più capillare. Una capillarità che, ha evidenziato, «andrà ad aiutare pure il turismo».

Dal canto suo il direttore di TILO Denis Rossi ha parlato di «una giornata di festa per il trasporto pubblico», spiegando che lunedì tutto si è svolto al meglio e che il «cambio d’orario è stato effettuato con successo». È stata poi l’occasione per ricordare i principali cambiamenti entrati in vigore lunedì, i cui principali riguardano proprio il traffico ferroviario regionale. Ad esempio, ha evidenziato Rossi, oggi ci si può spostare da Lugano a Bellinzona in 18 minuti (prima ne occorrevano 31), oppure da Locarno a Lugano in 29 minuti (prima occorreva più di un’ora). Ma non solo, ha aggiunto il direttore di TILO portando l’esempio della tratta tra Biasca e Lugano (oggi percorribile in 42 minuti) oppure quella tra Locarno e Mendrisio (45 minuti). Insomma, i tempi di percorrenza tra i principali agglomerati del Cantone sono migliorati parecchio, «con un’offerta globale che aumenta del 50%».

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