La pandemia ha dimezzato le prostitute in Ticino

IL CASO

Le ragazze attive nei locali erotici e negli appartamenti sono scese da 188 a 95 in meno di un anno: se ne sono andate perché il lavoro è diminuito - Preoccupa tuttavia il fenomeno dei magnaccia: «La collaborazione con la polizia di altri Paesi è positiva»

La pandemia ha dimezzato le prostitute in Ticino
Un settore, come tanti altri, messo in ginocchio dall’emergenza sanitaria. © CdT/Gabriele Putzu

La pandemia ha dimezzato le prostitute in Ticino

Un settore, come tanti altri, messo in ginocchio dall’emergenza sanitaria. © CdT/Gabriele Putzu

La pandemia ha dimezzato le prostitute in Ticino
© CdT/Archivio

La pandemia ha dimezzato le prostitute in Ticino

© CdT/Archivio

La pandemia ha dimezzato le prostitute in Ticino
© CdT/Gabriele Putzu

La pandemia ha dimezzato le prostitute in Ticino

© CdT/Gabriele Putzu

La pandemia ha dimezzato le prostitute in Ticino
© CdT/Archivio

La pandemia ha dimezzato le prostitute in Ticino

© CdT/Archivio

La pandemia ha fatto scappare le «lucciole» dal Ticino. Quasi un centinaio di prostitute ha lasciato il nostro Cantone negli ultimi dieci mesi scarsi per fare rientro nel proprio Paese o per proseguire altrove il mestiere più antico al mondo. È quanto emerge dai dati forniti al CdT dal Servizio comunicazione, media e prevenzione della Polizia cantonale per far luce sul mondo della prostituzione. I motivi del fuggi fuggi delle artiste non sono noti, ma è probabilissimo che la causa principale sia dovuta alle restrizioni federali e cantonali per arginare la diffusione del coronavirus che a Sud delle Alpi hanno portato dapprima alla chiusura temporanea dei locali a luci rosse e poi all’apertura ridotta. Per farla breve: il lavoro è diminuito, come ci hanno confermato anche alcuni responsabili dei bordelli, e chi poteva se ne è andato.

La Romania in prima posizione

Attualmente (dati aggiornati all’11 dicembre) sono 74 le ragazze che lavorano negli 11 postriboli ticinesi, mentre 21 sono le persone notificate in appartamenti dove si pratica il meretricio. Le prostitute provengono dai seguenti Paesi: Romania (64), Italia (22), Spagna (4), Svizzera (2), Polonia (2) e Lettonia (1). Il 20 febbraio scorso - data campione antecedente l’emergenza sanitaria - erano complessivamente 188 le persone che in Ticino esercitavano la prostituzione. Alla fine si tratta pertanto di 93 artiste/i in meno.

Negli ultimi mesi Polizia cantonale e Ministero pubblico hanno condotto delle operazioni e delle inchieste che hanno posto sotto i riflettori due aspetti legati alla prostituzione. Il primo è quello degli affittacamere, con l’arresto il 9 settembre a Muralto di un 55.enne cittadino spagnolo sospettato di aver messo a disposizione, in Ticino e in Mesolcina, una decina di appartamenti per il sesso a pagamento. Il secondo risale al 25 novembre scorso e riguarda l’arresto di una coppia di rumeni del Bellinzonese (uomo e donna, entrambi di 38 anni) che gestiva un giro di prostitute, sfruttandole. Questo mondo sommerso è sempre esistito a Sud delle Alpi oppure è stato accentuato dalla pandemia e dalle nuove regole, più severe, entrate in vigore nell’estate 2019? «Occorre partire dal presupposto che la legislazione cantonale che disciplina le disposizioni in materia di prostituzione intende – da una parte – agevolare l’attività investigativa del Ministero pubblico e della Polizia cantonale in questo settore e – dall’altra – ha quali finalità la difesa della salute pubblica, l’aiuto alle persone nella condizione di sfruttamento e la lotta alla tratta agli esseri umani (cfr. articoli 16-18 della Legge sull’esercizio della prostituzione). Fatta questa precisazione, le due indagini citate non sono relazionabili all’effetto della pandemia COVID-19».

Inquirenti sempre vigili

Quali misure vengono messe in campo dagli inquirenti, e in particolar modo dalla sezione Teseu, per contrastare queste derive della prostituzione? «In termini generali, laddove emergono sospetti di possibili reati, le autorità di perseguimento penale avviano un’indagine. Ogni caso va quindi considerato come caso a sé stante e l’impostazione operativa viene di volta in volta adattata sulla base di tutta una serie di valutazioni. Per ragioni tattiche, come da prassi, non ci è tuttavia possibile entrare nel merito delle strategie che vengono adottate».

Non è un mistero che la maggior parte di questi presunti magnaccia/protettori arrivi dall’Europa dell’est. Siete in costante contatto con le autorità di quei Paesi? C’è, insomma, uno scambio di informazioni e, se sì, come funziona? «La collaborazione con i corrispettivi di polizia di altre nazioni è garantita dalle strutture di coordinamento. In questo senso, la collaborazione può dirsi senz’altro positiva». Impossibile, naturalmente, sapere quanti affittacamere e magnaccia/protettori sono attivi in Ticino in quanto «le autorità di perseguimento penale avviano i necessari accertamenti non appena vi è notizia di un possibile reato».

La pandemia ha dimezzato le prostitute in Ticino
©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Ticino
  • 1
  • 1