La Pasqua e il maltempo che non c’è stato

Clima

Sui social network spuntano storielle fantasiose sulle previsioni, inizialmente sbagliate, del weekend della festività - Abbiamo chiesto spiegazioni a Marco Gaia di MeteoSvizzera, che parla anche del vento e la siccità che hanno favorito gli incendi

 La Pasqua e il maltempo che non c’è stato
©CdT/Gabriele Putzu

La Pasqua e il maltempo che non c’è stato

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Durante le vacanze di Pasqua, il Ticino è stato preso d’assalto dai turisti svizzerotedeschi e romandi. Questo nonostante le previsioni meteo, una decina di giorni prima del weekend di festività, che indicavano maltempo. I turisti, come confermato dagli addetti ai lavori di hotel, case per vacanze e campeggi, avevano infatti prenotato con largo anticipo la loro vacanza nel nostro cantone. Nelle ultime ore sui social network non sono mancate teorie fantasiose legate all’arrivo dei turisti in Ticino, la situazione pandemica e le previsioni di MeteoSvizzera. Storielle da web che lasciano il tempo che trovano, dato che anche nel nord Italia era previsto maltempo. Piuttosto con Marco Gaia, membro della Direzione di MeteoSvizzera, abbiamo parlato di come sono state effettuate le previsioni per il weekend pasquale (spoiler alert: come quelle di tutti i giorni), ma anche del forte vento di questo periodo, degli incendi in Ticino e della siccità che li favorisce.

MeteoSvizzera per il weekend pasquale aveva inizialmente previsto brutto tempo, poi le cose sono andate diversamente. Ci spiega cosa è accaduto?

«Una decina di giorni prima di Pasqua abbiamo avuto indicazioni che attorno al fine settimana si sarebbe usciti da quel periodo estremamente caldo e soleggiato che aveva caratterizzato le giornate precedenti, per entrare in una fase con maggiore variabilità, e soprattutto avevamo dei segnali di precipitazioni proprio sul fine settimana pasquale. Io ero di servizio proprio il 25 di marzo e avevo iniziato ad elaborare le prime indicazioni per il weekend. Giorno dopo giorno, come capita normalmente, indipendente dalle feste, i modelli numerici su cui ci basiamo hanno affinato la previsione. Quindi, con il passare dei giorni, si è visto che la fase di tempo perturbato andava spostandosi gradualmente verso i giorni seguenti la Pasqua: inizialmente su domenica, poi su lunedì. Con le nostre previsioni abbiamo cercato di seguire gradualmente questi nuovi dati. L’indicazione finale è stata quella di una perturbazione proveniente da nord in cui le Alpi giocavano un ruolo un po’ di protezione sul versante sudalpino. In questo caso si trattava di capire quanto la perturbazione sarebbe riuscita a scavalcare le montagne: probabilmente abbiamo un po’ esagerato con l’indicazione di quanta nuvolosità e aria umida sarebbero riuscite ad arrivare. Infatti alla fine ne sono giunte un po’ meno di quelle che avevamo previsto ancora appena prima di Pasqua. Riassumendo: le previsioni di 10 giorni prima sono indicazioni di massima e, queste, davano un weekend pasquale all’insegna del tempo perturbato. Poi, man mano che ci siamo avvicinati al giorno festivo, le abbiamo affinate sulla base delle ultime indicazioni. Se andiamo a guardare le previsioni proprio prima di Pasqua, si può vedere come indicavamo un weekend pasquale caratterizzato dal sole».

È normale il vento freddo e intenso di questi giorni? Che ruolo ha negli incendi scoppiati in Ticino?

«Un vento così forte è assolutamente tipico per le nostre regioni, in particolare del periodo primaverile: è il favonio, però con temperature più basse rispetto al solito perché è stato originato da aria che arriva direttamente dalle zone polari. Questo è un fenomeno tipico, c’è sempre stato e sempre ci sarà. Laddove ci sono delle montagne, quando l’aria incontra un versante in modo perpendicolare, lo scavalca, scende sull’altro versante e crea una ricaduta favonica: un vento turbolento, forte, a raffiche, molto secco e con temperature più o meno elevate, a seconda dell’origine della massa d’aria. Quelle attuali sono temperature fredde (siamo circa 7 - 9 gradi sotto le medie stagionali) ma risaltano ancora di più poiché seguono immediatamente un periodo in cui le temperature erano 7 - 9 gradi sopra le medie stagionali. Un periodo così scarso di precipitazioni - le ultime sono arrivate a inizio febbraio -, la conseguente siccità e il vento forte sono gli ingredienti che purtroppo favoriscono una situazione critica per quel che riguarda gli incendi: se parte una scintilla, poi il fuoco nei boschi si propaga rapidamente, come avvenuto nei recenti casi».

E le precipitazioni quando arriveranno?

«I dati che abbiamo a disposizione indicano l’arrivo della rotazione dei venti in quota: non soffieranno più da nord, ma da sud-ovest, vale a dire sul versante sudalpino, sopra le nostre teste, affluirà ben presto aria umida e più mite. A partire da venerdì, l’aria umida creerà dapprima delle nubi che andranno addensandosi fino a produrre le prime precipitazioni sabato verso sera. Queste dovrebbero prolungarsi sulla domenica e soprattutto sul lunedì. In questo momento, per sabato è prevista una giornata nuvolosa, ma sostanzialmente asciutta fino a sera. La domenica sarà senza sole e avremo pioggia a intermittenza».

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