La «ruspa» dei molinari davanti al Governo

Autogestione

Una cinquantina di autogestiti ha manifestato il proprio dissenso per la demolizione dell’ex Macello durante la seduta del Gran Consiglio

La «ruspa» dei molinari davanti al Governo
© CdT

La «ruspa» dei molinari davanti al Governo

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Da Lugano a Bellinzona. La protesta dei «molinari» si è spostata dalla capitale economica del cantone a quella politica. I simpatizzanti del centro sociale autogestito si sono ritrovati questo pomeriggio verso le 17 (una cinquantina i presenti) davanti a Palazzo delle Orsoline, sede del Parlamento cantonale, dove si sta tenendo l’ultima sessione prima della pausa estiva. All’ordine del giorno il tema dell’autogestione non è previsto. Tuttavia, diversi atti parlamentari, in particolare delle interpellanze, sono tuttora in attesa di una risposta del Governo, che potrebbe arrivare oggi o domani.

Il «presidio» dei simpatizzanti del centro sociale si è svolto in maniera tutto sommato pacifica tra canti, striscioni, cori e qualche fischio e insulto rivolto ad alcuni deputati (in particolare della Lega) usciti da Palazzo per bere il caffè durante la pausa dei lavori parlamentari o affacciatisi alle finestre. Discreta la presenza delle forze dell’ordine (sia in divisa che in borghese).

Lo slogan dei molinari resta quello: «Il Molino non si tocca. Lo difenderemo con la lotta». Due gli striscioni appesi all’entrata di Palazzo. Il primo recita «Il molino vive nelle strade» e il secondo «Sblocchiamo Lugano, strade occupate autogestite».

Alcuni dei presenti, microfono alla mano, hanno poi fatto dei discorsi rivolti al Parlamento, bersagliando in particolare il direttore del Dipartimento delle istituzioni Norman Gobbi. «Siamo a Bellinzona per ribadire che anche questo posto è complice dello sgombero del Molino. Anche se vi piace il silenzio», ha affermato una delle presenti. «Gobbi in primis - ha proseguito - che non si assume la responsabilità e ma ha ben pensato di delegare il tutto ai vice della Polizia. Ebbene, notiamo che Gobbi con il suo silenzio conferma che lui è al vertice delle ruspe che hanno demolito lo spazio ricreativo del centro sociale il Molino». All’entrata di Palazzo sono poi stati simbolicamente posati alcuni mattoni con tanto di ruspa giocattolo. Il cartello al suo fianco recita: «L’autogestione è di tutti e per tutti! Come lo spazio pubblico. Cittadinanza uguale partecipazione». Questa sera verso le 19:30 è inoltre prevista un’assemblea dei simpatizzanti.

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