Formazione

La scuola è in mano alle donne

Secondo uno studio del DECS la quasi totalità dei docenti è rosa

La scuola è in mano alle donne
Foto Fiorenzo Maffi

La scuola è in mano alle donne

Foto Fiorenzo Maffi

BELLINZONA - Il Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport (DECS) segnala i risultati di uno studio sulla previsione del fabbisogno di insegnanti in Ticino. Esso è stato commissionato dal DECS e dalla direzione del Dipartimento formazione e apprendimento (DFA) della SUPSI al Centro innovazione e ricerca sui sistemi educativi (CIRSE) dello stesso DFA.
Lo studio ha fatto una mappatura della situazione occupazionale della scuola anche in considerazione del progetto «100 matricole», concordato tra DFA e DECS nel 2015 e volto a garantire il fabbisogno di docenti necessario per il settore della scuola dell’infanzia e della scuola elementare. Dai dati raccolti si può complessivamente affermare che negli anni il progetto sta dando i risultati attesi e oggi garantisce il ricambio necessario del corpo insegnante nelle scuole comunali, messo in crisi negli anni scorsi dall’elevato numero di pensionamenti. Per quel che riguarda le scuole medie e medie superiori, il fabbisogno di insegnanti varia a seconda della materia, ma sembra essere sufficientemente coperto dalle posizioni formative aperte.
Lo studio permette di presentare una panoramica delle caratteristiche sociodemografiche e professionali che caratterizzano il corpo docente e la sua evoluzione a partire dall’anno scolastico 2010/2011. Da allora, nella scuola dell’infanzia e nelle scuole medie superiori, si registra un aumento annuo medio del numero dei docenti indicativamente tra l’1% e il 2%, mentre nella scuola elementare e nella scuola media si registra una loro lieve diminuzione non superiore al -0.8%.
Nel 2016/2017, l’ordine scolastico con più insegnanti è risultata la scuola media (1.357), seguito dalla scuola elementare (1.276) e dalle scuole medie superiori (556). Le docenti di scuola dell’infanzia sono invece la categoria meno numerosa (533). Nella scuola media e nelle scuole medie superiori si riscontra una percentuale di docenti che lavorano a tempo parziale più importante (rispettivamente 72% e 65%) rispetto a quanto rilevato per le scuole comunali (44% nelle scuole elementari e 42% nelle scuole dell’infanzia).
La scuola dell’infanzia si distingue, oltre che per la presenza di (quasi) sole donne (99%), per la percentuale minore di insegnanti anziani. Tuttavia, nel periodo considerato, è solo nella scuola dell’infanzia che si osserva un aumento della proporzione di docenti ultracinquantenni.
Negli altri ordini scolastici si riscontra il fenomeno di femminilizzazione della professione docente. Nella scuola elementare la percentuale di docenti donne è passata dal 69% al 74% (+8% nel 2016/2017 rispetto al dato del 2010/2011), nella scuola media dal 55% al 60% (+9%) e nelle scuole medie superiori dal 36% al 44% (+22%).

La stima previsionale del fabbisogno di futuri docenti nei diversi ordini scolastici ha lo scopo di evitare di formarne un numero eccessivo o insufficiente. Tra il 2016 e il 2017, i docenti delle scuole dell’infanzia, elementari, medie e medie superiori del cantone Ticino, hanno risposto a un questionario dedicato ai cambiamenti auspicati e probabili della loro situazione professionale nei quattro anni successivi. A seconda dell’ordine scolastico considerato il tasso, di risposta varia tra il 79% e il 98,4%. Nella scuola dell’infanzia, il fabbisogno potrebbe essere dettato sia da coloro che pensano di lasciare la professione (stimati a 30 unità) sia dai pensionamenti previsti (24 unità). Anche i congedi auspicati (62 unità) hanno un’influenza importante in termini di fabbisogno, anche se solo temporaneo. Nella scuola elementare sono soprattutto i pensionamenti ordinari o auspicati (112 unità) a pesare maggiormente sul fabbisogno di ricambio. Il fabbisogno stimato per le scuole comunali per il quadriennio, può essere garantito con i docenti formati al DFA nel quadriennio considerato. La modifica più frequentemente auspicata dai docenti di scuola media e delle scuole medie superiori, è invece l’aumento del grado di occupazione (rispettivamente 209 e 67 casi), mentre sono i pensionamenti (167 e 74 casi) e le diminuzioni del grado di occupazione (136 e 47 casi) a influenzare il fabbisogno di questi ordini scolastici. La quantità del fabbisogno stimato per le scuole medie e medie superiori non riflette necessariamente la difficoltà nel riempire tali posizioni con nuovi docenti. Ad esempio, sebbene il numero di posti vacanti per insegnare il tedesco è minore rispetto al fabbisogno di docenti in altre discipline, il numero di candidati per tale materia è molto esiguo.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Ticino
  • 1
    PIANO DI SVILUPPO

    La promessa del LAC: essere meno Città-dipendente

    Il centro culturale vuole rendere paritaria la proporzione fra le entrate garantite dal Comune (oggi il 65% del totale) e quelle raccolte dal pubblico e dagli sponsor – Presto il Consiglio comunale dovrà votare sulla convenzione che conferma i 5,2 milioni di contributo annuo dal 2020 al 2024

  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
    Ticino Turismo

    Nuovo direttore, indietro tutta

    Il Consiglio d’amministrazione ha rinviato a inizio maggio la nomina del successore di Elia Frapolli – Se la giocano in tre

  • 1