La società civile chiede migliori condizioni per i richiedenti l’asilo

Petizione

Nella Giornata dei diritti umani, che cade il 10 dicembre, diverse associazioni attive in Ticino chiedono al Gran Consiglio di intervenire

La società civile chiede migliori condizioni per i richiedenti l’asilo
Centro della protezione civile di Camorino dove vengono ospitati alcuni richiedenti l’asilo. © CDT/Archivio

La società civile chiede migliori condizioni per i richiedenti l’asilo

Centro della protezione civile di Camorino dove vengono ospitati alcuni richiedenti l’asilo. © CDT/Archivio

Sono 13 le associazioni attive sul nostro territorio che, in una petizione pubblicata oggi, nella Giornata dei diritti umani, chiedono al Parlamento cantonale misure per migliorare le condizioni di vita delle persone sottoposte alla Legge sull’asilo nel nostro cantone.

Si tratta di: Asilex, DaRe – Diritto a restare, Centro Geamondo, Firdaus, Fondazione Diritti Umani, Forum Alternativo, Centro Geamondo, Gruppo Integrazione Locarno, Giullari di Gulliver, Movimento dei senza voce, Nabad, Associazione Progetto Aula 13, Uniti dal Diritto. E quello che chiedono è:

1. Chiusura immediata del bunker di Camorino.

2. Riduzione immediata del sovraffollamento nei centri che ospitano persone sottoposte alla legislazione sull’asilo.

3. Attivazione della rete di famiglie disposte ad ospitare le persone suddette anche per brevi periodi.

4. Messa a disposizione di possibilità lavorative, almeno per lavori di pubblica utilità .

5. Applicazione per le condizioni di alloggio, abbigliamento, sussistenza e simili dei criteri minimi previsti dalla conferenza Svizzera dell’istituzione dell’azione sociale delle istituzioni dell’azione sociale(COSAS).

6. Libero accesso nei centri per rifugiati per i medici, infermieri, assistenti sociali e avvocati.

7. Applicazione delle medesime condizioni di vita per tutti rifugiati, indipendentemente dal loro statuto giuridico.

8. Istituzione di un servizio di ispettorato riguardante le condizioni di vita dei rifugiati designato dall’organizzazione svizzera per i rifugiati (OSAR) e per verificare il rispetto delle condizioni per le entità appaltatrici.

9. Sostegno psicologico per l’elaborazione dei traumi.

10. Divieto di interventi notturni e senza preavviso da parte della Polizia negli alloggi dei rifugiati.

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