Costruzione

La SSIC tra lotta agli abusi e formazione

La sezione ticinese della Società svizzera degli impresari costruttori traccia un bilancio dell’anno appena trascorso e guarda alle sfide future del settore

La SSIC tra lotta agli abusi e formazione
(Foto Maffi)

La SSIC tra lotta agli abusi e formazione

(Foto Maffi)

La SSIC tra lotta agli abusi e formazione
Nicola Bagnovini (Foto Reguzzi)

La SSIC tra lotta agli abusi e formazione

Nicola Bagnovini (Foto Reguzzi)

La SSIC tra lotta agli abusi e formazione

La SSIC tra lotta agli abusi e formazione

«La sezione ticinese della Società svizzera impresari costruttori (SSIC) si impegna da sempre affinché a vincere gli appalti siano le offerte migliori (che non sono per forza quelle al minor costo) e lotta con convinzione contro la mala-edilizia affinché le ditte possano concorrere e operare ad armi pari, nel rispetto delle regole vigenti nel nostro Paese». Queste in soldoni le considerazioni del direttore della SSIC Nicola Bagnovini, che questa mattina ha presentato a Bellinzona una breve retrospettiva dell’anno appena trascorso e indicato le prospettive future del settore della costruzione. Durante il suo intervento, il presidente Mauro Galli si è concentrato prevalentemente sull’impegno della SSIC TI per mantenere un mercato del lavoro corretto, in particolare con una continua sensibilizzazione dei committenti pubblici e privati sul fatto che le offerte vadano valutate per il loro rapporto prezzo-prestazioni e non solo per il costo. Non ha inoltre mancato di lanciare una stoccatina a un sindacato che «non ha trovato di meglio che incolpare la SSIC rea, a suo dire, di essere ferma al palo nella lotta contro gli abusi nel settore. Una presa di posizione che personalmente mi ha dato molto fastidio proprio perché è vero l’esatto contrario». Ha poi posto l’accento su una serie di misure e attività promosse nell’ottica di favorire quelle «condizioni quadro necessarie in un mercato con regole chiare che devono essere fatte rispettare». Tra queste misure, si può citare per esempio il recente sviluppo dell’app «per la segnalazione di cantieri sospetti favorendo così il controllo sul territorio 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in quelle che potrebbero essere situazioni di abuso (penso a lavoro nero, fuori orario, al sabato, durante i giorni festivi, oppure a manodopera o ditte non autorizzate ad operare nel nostro settore)» ha sottolineato Galli. Ma anche l’introduzione «nel contratto collettivo di lavoro cantonale alcune limitazioni proprio per lottare contro il precariato e la mala-edilizia: cito ad esempio i contratti di lavoro a tempo parziale da giustificare alla Commissione paritetica cantonale, la limitazione al 20% dei lavoratori interinali e il blocco dei cantieri in caso di gravi violazioni». Il vicepresidente della SSIC Ferdinando Santaniello ha poi presentato il progetto inerente l’ampliamento del Centro di formazione di Gordola dove nei prossimi anni «si intende investire massicciamente per rendere ancora più funzionale la “cittadella della formazione” che ormai da oltre 40 anni ospita migliaia di apprendisti e lavoratori che seguono la loro formazione di base o la loro formazione continua».

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