«La tassa di collegamento non prima del 2022»

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Lo ha ribadito il direttore del Territorio Claudio Zali durante la trasmissione RSI 60 minuti

«La tassa di collegamento non prima del 2022»

«La tassa di collegamento non prima del 2022»

Prima la rinuncia alla retroattività, poi il rinvio di almeno un anno. Sembra questo il destino della tassa di collegamento che, dopo il sì di Parlamento e popolo, nelle scorse settimane ha ricevuto l’avallo anche del Tribunale federale che ha respinto tutti i ricorsi. Tuttavia, vista la delicata situazione legata al coronavirus, lo stesso direttore del Dipartimento del territorio Claudio Zali, subito dopo il sì da parte dei giudici di Losanna aveva annunciato che la tassa di collegamento non sarebbe entrata in vigore nel 2021 come previsto. E lunedì sera, alla trasmissione 60 minuti della RSI ha ribadito che «sia per motivi tecnici sia di opportunità si parlerà della sua introduzione non prima del 2022». «Ci ritroviamo con un’emergenza sanitaria, che apre lo scenario a un’emergenza economica che ci occuperà per i prossimi anni» ha rimarcato Zali, aggiungendo che sarà anche necessario rifare il lavoro di preparazione: «Dobbiamo allestire un sistema informatico, assumere persone e censire nuovamente i grandi generatori di traffico».

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