«La tassa di collegamento va sospesa fino a dopo la crisi»

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I Verdi del Ticino prendono atto con soddisfazione della decisione del Tribunale Federale, ma chiedono che essa venga introdotta solo dopo la fine del «blocco totale» delle attività economiche non essenziali

«La tassa di collegamento va sospesa fino a dopo la crisi»
© CdT/Gabriele Putzu

«La tassa di collegamento va sospesa fino a dopo la crisi»

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I Verdi del Ticino salutano positivamente la decisione del Tribunale Federale di concedere luce verde alla tassa di collegamento, che secondo il partito «certifica la legalità di una misura che ha contribuito a stimolare la ricerca di soluzioni all’annoso problema dell’inquinamento e del traffico del nostro Cantone». In qualità di «provvedimento irrinunciabile», i Verdi chiedono pertanto che tale misura venga introdotta «soltanto quando la grave situazione sanitaria sarà risolta e i relativi provvedimenti di blocco rimossi».

«In questa situazione di emergenza sanitaria - si legge in una nota del partito - in cui l’attività economica non indispensabile è stata sospesa, il traffico e l’inquinamento atmosferico sono diminuiti drasticamente, non vi è alcuna ragione di prelevare la tassa di collegamento». Inoltre, «per evitare che le emergenze strutturali (inquinamento atmosferico, mutamenti climatici, caos viario) continuino anche in futuro a causare costi sanitari o danni economici, deve essere stimolata una ripresa economica più rispettosa dell’ambiente, del clima e della salute. La tassa di collegamento è un provvedimento strutturale che penalizza i grandi generatori di traffico e di inquinamento, che causa enormi costi all’intera collettività».

In conclusione, i Verdi auspicano «una maggiore partecipazione delle grandi aziende e centri commerciali nell’offrire ai propri dipendenti o clienti alternative valide al mezzo motorizzato privato, evitando di semplicemente scaricare i costi sul personale e i clienti»

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