La vaccinazione degli over 55 è «una fase cruciale della campagna»

coronavirus

Il consigliere di Stato e direttore del DSS Raffaele De Rosa ha sottolineato l’importanza del momento: «L’adesione della popolazione va mantenuta alta, siamo ancora lontani dall’immunità di gregge» - Il Cantone ha invitato le aziende a concedere la possibilità ai collaboratori di assentarsi per ricevere la profilassi: «Si tratta di un investimento»

La vaccinazione degli over 55 è «una fase cruciale della campagna»
© CdT/Gabriele Putzu

La vaccinazione degli over 55 è «una fase cruciale della campagna»

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«Flessibilità: c’è stata e ora va mantenuta». Secondo il consigliere di Stato e direttore del Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) Raffaele De Rosa, da noi contattato, i datori di lavoro dovrebbero conservare questo approccio in vista delle vaccinazioni dei propri collaboratori. In mattinata il Cantone ha rivolto una lettera all’economia privata chiedendo di concedere ai dipendenti la possibilità di assentarsi per ricevere la profilassi. «Durante la pandemia - spiega De Rosa - le aziende hanno dimostrato grande flessibilità e senso di responsabilità. Oggi torniamo a chiedere la loro collaborazione affinché facilitino la vaccinazione dei propri lavoratori».

Questo, soprattutto, vista l’importanza del momento: «Lunedì abbiamo aperto le somministrazioni di vaccino agli over 55, la prima fascia d’età attiva sul mercato del lavoro. Siamo in una fase cruciale della campagna vaccinale e abbiamo voluto perciò sensibilizzare le aziende». De Rosa ha poi specificato: «Si tratta di un invito, ad oggi non abbiamo avuto sentori o segnali particolari di aziende che stanno impedendo od ostacolando i propri dipendenti nell’accesso alle vaccinazioni». Un’esortazione che non è stata rivolta solo al settore privato: «Abbiamo sensibilizzato anche i funzionari dirigenti dell’Amministrazione cantonale e tutti i Comuni», spiega il direttore del DSS.

«Vaccinarsi significa proteggere sé stessi e gli altri, ma porta dei vantaggi anche alle aziende, che avranno meno personale malato. Senza considerare che quanti, già vaccinati, dovessero venire a contatto con un positivo, non saranno costretti alla quarantena, secondo le raccomandazioni della Confederazione alle quali, come Cantone, ci siamo già allineati. Sono aspetti interessanti per i datori di lavoro: si tratta di un investimento».

Una situazione incoraggiante, ma serve prudenza

De Rosa ha poi commentato l’evoluzione epidemiologica del Cantone: «Monitoriamo da vicino i numeri dei nuovi contagi e delle ospedalizzazioni e la situazione è sicuramente incoraggiante. Sembra non abbiano trovato conferma i timori riguardanti le festività pasquali (accompagnate comunque da misure di protezione e sensibilizzazione specifici) e le fasi di allentamenti, ma su quest’ultime è ancora presto per esprimersi definitivamente. I segnali sono però confortanti».

Il consigliere di Stato invita comunque a non abbassare la guardia: «La campagna di vaccinazione sta dando degli effetti positivi, ma è importante avere pazienza, essere prudenti: pur essendo tra i Cantoni che hanno somministrato più dosi ogni 100 mila abitanti, siamo ancora lontani l’immunità di gregge». Un obiettivo per il quale ci si prefigge la vaccinazione del 70-80% della popolazione.

«Per il raggiungimento di questa percentuale», ricorda De Rosa, «bisogna tener conto pure del fatto che i vaccini al momento a nostra disposizione sono omologati solo per le persone dai 16 anni in su. Finché non vi saranno profilassi disponibili per i più giovani, questa parte della popolazione non potrà essere vaccinata. Anche per questo è importante che l’adesione rimanga alta nelle fasce d’età che possono già ora ricevere il vaccino».

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