La validità dei test si dimezza, ma nessuna corsa in farmacia

Nuove restrizioni

Da oggi i tamponi antigenici durano 24 ore al posto che 48, ma la situazione è rimasta tutto sommato tranquilla – «Il 60% delle richieste riguarda persone con sintomi oppure chi è stato in contatto con un positivo», afferma il portavoce dell’Ordine dei farmacisti Federico Tamò

La validità dei test si dimezza, ma nessuna corsa in farmacia
© EPA/NARONG SANGNAK

La validità dei test si dimezza, ma nessuna corsa in farmacia

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«In verità, non è cambiato niente». È stata tutto sommato una mattinata tranquilla alla farmacia Malè di Bellinzona, anche se di tranquillo c’è ben poco da quasi due anni. La riduzione della validità dei test antigenici da 48 a 24 ore dal prelievo, inserita nel pacchetto di provvedimenti lampo decisi dall’Esecutivo federale e entrati in vigore quest’oggi, non ha scombussolato più di quel tanto il lavoro degli addetti ai lavori. «Sicuramente un giorno non è sufficiente per prevedere cosa succederà più avanti, però bisogna tenere conto di un fattore importante – ci dice Federico Tamò, titolare della farmacia e portavoce dell’Ordine dei farmacisti del Canton Ticino –, il numero di persone che ha bisogno del certificato COVID per qualsiasi attività è in costante diminuzione, perché nel frattempo diverse persone si sono fatte vaccinare e altre si sono ammalate». In mezzo all’incertezza per il futuro, però, c’è una cosa che pare chiara al farmacista: anche se la validità dei tamponi è stata dimezzata, non si raggiungeranno mai i volumi di questa estate.

Qualche dato
Dalle 8 di questa mattina fino a metà pomeriggio alla farmacia Malè sono stati effettuati circa una quarantina di tamponi. «La richiesta più grande riguarda le persone con sintomi oppure chi è venuto in contatto con una persona positiva – spiega Tamò, che snocciola anche qualche dato relativo alla mattinata –: il 60% dei test riguarda proprio questo target, il 10% per visite negli ospedali e il restante 30% riguarda esclusivamente l’ottenimento del codice QR, quindi del certificato COVID». La percentuale di persone che si tampona per ottenere il lasciapassare, al momento, non «ha un impatto significativo – sottolinea –, e non sarà di certo questo fattore a metterci in difficoltà». In buona sostanza, i numeri di questa mattina sono simili a quelli delle scorse settimane.

La decisione, da parte del Consiglio federale, di ridurre della validità del tampone da 48 a 24 ore è vista di buon occhio dal portavoce dell’Ordine del farmacisti, anche se l’auspicio è sempre quello di aumentare le persone vaccinate nel nostro cantone. Allo stato attuale, la percentuale di persone che ha ricevuto la doppia dose è pari al 69,4%. Un dato, questo, ancora troppo basso per Tamò.

Sempre in materia di tamponi, è bene ricordare che sotto la cupola di Palazzo federale si è tornati a parlare di gratuità. Il Consiglio nazionale si è detto favorevole a riguardo (nonostante divergenze di pensiero tra alcuni partiti), mentre il Consiglio degli Stati deve ancora esprimersi in merito. Indipendentemente dalla decisione, per Federico Tamò «non farà tanta differenza. L’importante è che i test siano e restino gratuiti per chi ha sintomi e per chi ha avuto contatti con una persona positiva. Se si vuole offrire il tampone anche a chi ha bisogno del certificato sarà la politica a decidere e dovrà anche valutare cosa vuole mettere a carico della collettività».

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