Lanciato il fondo EOC-USI per finanziare la ricerca

Scienza

L’iniziativa presentata a Lugano mira ottenere l’aiuto economico di fondazioni e privati - Glauco Martinetti: «Durante la pandemia l’Ente ospedaliero ha pubblicato più di 500 studi scientifici» - Boas Erez: «Le due istituzioni hanno deciso di collaborare per ottenere un maggiore impatto strategico»

Lanciato il fondo EOC-USI per finanziare la ricerca

Lanciato il fondo EOC-USI per finanziare la ricerca

Mai come quest’anno abbiamo imparato a riconoscere il valore della ricerca clinica all’interno di un sistema sanitario efficiente. La validità di un particolare vaccino rispetto ad un altro, per esempio, viene stabilita proprio dalla ricerca clinica. Quella, per intenderci, che si fa sul campo con i pazienti. Ebbene, in pochi lo sanno, ma per questa particolare ricerca non è previsto alcun finanziamento pubblico: «I soldi che riceviamo dalla LAMal o dal Cantone per la cura dei pazienti non possono venir impiegati per la ricerca clinica». A parlare è Glauco Martinetti, direttore generale dell’Ente ospedaliero cantonale (EOC). «Nella legge sanitaria svizzera non è previsto un finanziamento della ricerca clinica», gli ha fatto eco Alain Kaelin, direttore medico e scientifico del Neurocentro della Svizzera italiana e professore ordinario all’USI. Di qui, l’iniziativa presentata ieri a Lugano nell’ambito della decima giornata della ricerca in medicina. USI e EOC hanno unito le forze per finalizzare un progetto congiunto: la creazione di un fondo per la ricerca clinica. «Con l’istituzione della Facoltà di scienze biomediche e l’inizio del Master in medicina umana la collaborazione tra USI ed EOC si è intensificata», ha esordito il rettore dell’USI Boas Erez: «Oggi entriamo in una nuova fase, con la presentazione di una strategia condivisa per la ricerca e l’istituzione di un Fondo presso la Fondazione per la ricerca e lo sviluppo dell’USI».

Un mondo poco conosciuto

«All’interno dell’EOC esiste un mondo di ricerca scientifica di altissima qualità poco conosciuto al grande pubblico che merita di essere raccontato», ha spiegato il magnifico rettore. «Nell’anno COVID 2020, nonostante lo sforzo profuso nella lotta contro la pandemia, l’EOC ha pubblicato più di 500 studi su riviste scientifiche», gli ha fatto eco Glauco Martinetti; e questo a riprova di un impegno fino ad oggi rimasto nell’ombra e che ora le due istituzioni vogliono portare alla luce, presentando una serie di progetti di ricerca meritevoli di sostegno. «Il Fondo EOC-USI servirà proprio al finaziamento di queste ricerche», ha spiegato Erez.

Concretamente

Ma in cosa consiste concretamente questo Fondo EOC-USI e come funziona? Ancora il direttore generale: «L’iniziativa parte dalla volontà congiunta di promuovere e sostenere la ricerca clinica in biomedicina attraverso la ricerca di fondi privati». In soldoni, la trafila è la seguente: in seno all’Ente nascono i progetti. Questi vengono valutati da una commissione scientifica e se ritenuti meritevoli promossi per ottenere i fondi. «È corretto che la strategia di ricerca venga discussa con l’USI», ha commentato ancora Glauco Martinetti. «È importante che ci sia un partenariato USI-EOC. La strategia deve essere infatti sinergica tra i due enti, perché occorre trovare una coerenza tra ciò che si insegna nella Facoltà di biomedicina e ciò che andiamo a ricercare nell’Ente». Anche per un ospedale non universitario come l’EOC, la ricerca è un compito indispensabile per garantire una medicina di qualità, ha spiegato dal canto suo Kaelin.

I progetti in lizza

Al momento sono una dozzina i progetti che si sono candidati per ottenere un finanziamento. «Di questi 12, per iniziare e secondo un ordine di priorità, ne abbiamo selezionati 5», ha spiegato Chiara Pedrazzini membro del comitato del Fondo per la ricerca. «Complessivamente questi 12 progetti necessitano finanziamenti per circa 5 milioni di franchi. I progetti attualmente approvati sono 5 e richiedono 2.4 milioni di franchi su un periodo di tre anni». Al momento però non esiste un budget iniziale con cui partire: «Il principio è di andare a cercare questi soldi presso fondazioni o privati», ha concluso Boas Erez.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Ticino
  • 1

    Teatro e Musei sotto esame a Bellinzona

    Cultura

    La minoranza della Commissione della Gestione, formata da Lega e UDC, chiede un approccio maggiormente dinamico e trasparente nella conduzione operativa dei due enti autonomi

  • 2

    Le direttive del pg verranno pubblicate

    giustizia

    In futuro, documenti quali istruzioni, regolamenti di servizio e circolari saranno resi accessibili «ponderando gli interessi pubblici e privati» e in base alla competenza discrezionale del Ministero pubblico – Una richiesta in tal senso era stata avanzata in una mozione del PLR

  • 3

    I segreti dell’ex asilo Ciani

    Lugano

    A metter mano agli edifici storici non mancano le sorprese, o i grattacapi: non fa eccezione l’ex asilo Ciani, che la Città sta ristrutturando ormai da qualche tempo - Coinvolto l’Ufficio dei beni culturali per decidere il colore delle facciate, e ora c’è da rinforzare un lucernario molto particolare

  • 4
  • 5

    Promessa mantenuta: il negozietto riapre

    Castel San Pietro

    Il commercio in centro paese chiuso all’improvviso a inizio maggio riprende l’attività lunedì - Il Comune reputa il servizio indispensabile e si è adoperato per trovare dei nuovi gerenti - La sindaca Alessia Ponti: «Questa è anche una sorta di promessa sociale alla comunità»

  • 1
  • 1