Lavori al via per il secondo tubo del San Gottardo

Ticino-uri

Si è tenuta nelle scorse ore tra Airolo e Göschenen la cerimonia di posa della prima pietra della costruzione vera e propria – Jürg Röthlisberger: «Passiamo dalla teoria alla realtà» – FOTO e VIDEO

Lavori al via per il secondo tubo del San Gottardo
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Si è tenuta nelle scorse ore, tra Airolo e Göschenen, la posa della prima pietra per il secondo tubo del San Gottardo. Benedetta a sud delle Alpi da un arcobaleno, la giornata è cominciata nei pressi della funivia Pesciüm, dove con una navetta i presenti hanno potuto raggiungere la prima tappa dell’evento, la località che ospiterà il portale nord del secondo tubo: Eidgenössisch (Göschenen). Ad accogliere i partecipanti il suono maestoso di dieci corni delle Alpi e un tempo decisamente meno clemente.

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Qui il sindaco della località urana Peter Tresch ha aperto l’evento riassumendo i passi principali che dal 2012 hanno portato alla giornata di oggi. «La storia di questo tubo è paragonabile a un'escursione in montagna. Per arrivare in cima serve equipaggiamento, preparazione, una guida. E il bel tempo non guasta. Ci sono stati momenti difficili, di maltempo, ma oggi siamo qui per una giornata che rappresenta una pietra miliare per tutti quanti». La parola è poi passata al direttore dell’Ufficio federale delle strade (USTRA) Jürg Röthlisberger: «È bello essere qui oggi: con la posa della prima pietra passiamo dalla teoria alla realtà. Il secondo tubo porterà più sicurezza per residenti e fruitori della galleria. Farà sì che il collegamento sia interrotto meno frequentemente e andrà a vantaggio non solo nostro ma anche delle generazioni future». E proprio i rappresentanti del futuro elvetico, alcuni bambini di Göschenen e Airolo, hanno eseguito alla fine dell’intervento di Röthlisberger lo scambio di una targa commemorativa.

Dopo il discorso del landamano urano Urban Camenzind, si è proceduto con il primo brillamento simbolico, a seguito del quale le navette si sono dirette nuovamente alla volta del Ticino.

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Utilizzando il San Gottardo come un grande specchio, l’evento a sud ha presentato il medesimo piano seguito a Göschenen. Ad accogliere musicalmente il pubblico è stata la Schweizer Militärmusik, mentre ad aprire le danze col proprio intervento è stato il sindaco di Airolo Oscar Wolfisberg. «Oggi è un giorno grandioso non solo per Airolo e Göschenen, ma per tutto l’asse nord-sud svizzero», ha affermato. «Nel 2016 il comune si è schierato in modo deciso a favore del secondo tubo. Questo non perché ambisse a ospitare per anni un cantiere di queste dimensioni, ma perché l’isolamento dalla Svizzera interna sarebbe stato insostenibile. La nostra regione ha ancora molto da dire, questo secondo tubo sarà una garanzia a lungo termine». La parola è poi tornata al direttore di USTRA Jürg Röthlisberger: «La giornata odierna rappresenta l’apertura di un cantiere che cambierà il paesaggio. Ciò porta inevitabilmente insicurezze, ma anche grandi possibilità. Verranno sfruttate? La risposta, senza dubbio, è sì». Röthlisberger ha quindi aggiunto: «Siamo riusciti a creare una classica situazione win-win, per la Svizzera e le regioni interessate. Siamo consapevoli che l’asse del San Gottardo e la costruzione del secondo tubo condizionano la vita quotidiana dei comuni limitrofi. Per questo cercheremo di effettuare i lavori in un modo che segua gli interessi della popolazione. Realizzeremo i lavori nel modo più coscienzioso e responsabile possibile, per la sicurezza di persone e ambiente».

È stato poi il turno del presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli. «Il San Gottardo è conosciuto da secoli come un luogo particolare per il transito nord-sud. Le infrastrutture si sono sviluppate in modo importante, specialmente negli ultimi anni. Si è fatta largo in questo periodo una consapevolezza, che lo scambio deve essere gestito nel rispetto dell’ambiente. Nel 2016 si è detto chiaramente che avremmo dovuto mettere un punto finale al problema della sicurezza, pur rispettando la volontà del popolo di rispettare la natura delle Alpi. Airolo ha pagato per molti anni un traffico importante, di passaggio, con svincoli degni di grandi città. Tra qualche tempo, un decennio, potrà tornare ad abbracciare la propria vera natura, quella di villaggio di montagna, che per certi versi gli era stata tolta. Il futuro di questo luogo sarà migliore quando il cantiere sarà terminato: è un giorno di festa per tutti».

Sotto il sole leventinese, il parroco di Airolo ha poi impartito la propria benedizione al cantiere e alla cappella di santa Barbara presente in loco. Ed è dopo la benedizione che ha avuto luogo il vero brillamento (non più simbolico) che ha chiuso l’evento col botto.

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