«Le alternative? Non per forza a Lugano»

Ex Macello

Attraverso una nuova mozione l’UDC chiede al Consiglio di Stato «linee chiare» sulla gestione dell’incarto

«Le alternative? Non per forza a Lugano»
© CdT/ Chiara Zocchetti

«Le alternative? Non per forza a Lugano»

© CdT/ Chiara Zocchetti

Una nuova mozione dell’UDC. Per chiedere al Consiglio di Stato «linee chiare» sulla gestione dell’incarto legato all’ex Macello e, soprattutto, «un’alternativa di localizzazione» che non sia per forza a Lugano. «A seguito del ritiro della mozione 877 da parte del deputato Fabio Schnellmann (PLRT), il gruppo UDC ha deciso di trasformare il rapporto di Tiziano Galeazzi riguardante quella mozione ormai ritirata in una nuova mozione» si legge nella nota. E ancora: «Il gruppo ritiene che dopo la manifestazione non autorizzata dello scorso 5 giugno, l’autogestione risulta ora non più essere un problema puramente luganese ma di interesse cantonale. Per questa ragione nella scorsa seduta di Gran Consiglio l’UDC aveva proposto e ottenuto il rinvio del dossier alla commissione. Ora, l’UDC come partito non di governo e perseguendo la via che fin dall’inizio abbiamo scelto, tramite la nuova mozione di Tiziano Galeazzi e cofirmatari chiede delle linee chiare sulla futura gestione dell’incarto. In particolare chiede che il governo istituisca una task force con dei punti operativi precisi e che cerchi un’alternativa di localizzazione dell’autogestione cantonale, che non sia per forza nel Comune di Lugano».

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