Le città ticinesi sono pronte ad affrontare queste piogge?

Maltempo

Le precipitazioni intense potrebbero diventare sempre più frequenti e nelle città si pone il problema della impermeabilizzazione - Ne parliamo con Maurizio Pozzoni, docente di Protezione del territorio alla SUPSI: «Con queste piogge Lugano sarebbe andata in tilt»

 Le città ticinesi sono pronte ad affrontare queste piogge?
©CdT/Chiara Zocchetti

Le città ticinesi sono pronte ad affrontare queste piogge?

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Precipitazioni abbondanti, allagamenti e colate di detriti. Il Mendrisiotto, ed in particolare la Valle di Muggio, è stato messo a dura prova dal maltempo. L’estate non vuole proprio saperne di arrivare e lascia spazio a forti piogge molto localizzate: negli ultimi due giorni, la stazione di Coldrerio ha misurato 250 litri per metro quadrato, mentre il fiume Breggia, questa mattina, ha raggiunto punte di 151 metri cubi di portata, un valore che non si registrava dagli anni Ottanta. Secondo gli esperti, tra gli effetti del riscaldamento globale ci sarebbe anche la maggiore intensità degli eventi considerati molto rari. L’aumento della temperatura media della Terra sarebbe dunque un fattore determinante per fenomeni atmosferici sempre più estremi, come temporali e tempeste, ma anche ondate di caldo. Secondo la «CNN», questo rappresenterebbe un grosso problema per le grandi città in quanto non sarebbero adatte a fronteggiare precipitazioni così intense. A Londra, ad esempio, dal punto di vista dei sistemi di drenaggio si farebbe fatica ad evitare danni e disagi dovuti agli allagamenti, come quelli che in questi giorni hanno messo in ginocchio la «City». E le città più piccole sono pronte ad affrontare questa sfida? Lugano avrebbe retto al maltempo che ha colpito il Mendrisiotto? Ne abbiamo parlato con l’ingegnere ambientale Maurizio Pozzoni, docente di Protezione del territorio al Dipartimento ambiente costruzioni e design della SUPSI.

Con queste piogge ci saranno problemi

Secondo Maurizio Pozzoni, precipitazioni di tale intensità sarebbero problematiche anche per città più piccole, non solo per le metropoli. Il docente SUPSI spiega: «Questi eventi estremi ci sono sempre stati, ma recentemente l’intensità è leggermente cresciuta: un aspetto da non sottovalutare è l’ingente impermeabilizzazione del territorio. Questa è aumentata sempre di più nelle città, anche quelle con 20 o 30 mila abitanti, e di dimensioni più ridotte delle metropoli». Pozzoni aggiunge: «L’impermeabilizzazione del territorio fa sì che ci sia più acqua che scorre superficialmente e quindi va a sovraccaricare le canalizzazioni, molte delle quali sono dimensionate secondo criteri di diversi anni fa. In questo modo si aggrava il problema del drenaggio dell’acqua che, con questa intensità, risulta difficile anche in un territorio non urbanizzato. Come è avvenuto questa mattina in valle di Muggio».

Una città come Lugano è pronta?

Se la pioggia registrata in questi giorni sul Mendrisiotto fosse caduta su Lugano, la città avrebbe retto il colpo? L’esperto non ha dubbi: «Le precipitazioni di oggi avrebbero mandato in tilt Lugano, perché con piccoli e medi corsi d’acqua, come quelli presenti in città, questo evento sarebbe stato difficile da sopportare». Pozzoni poi sottolinea che a Lugano «sono già stati fatti numerosi interventi nei piccoli riali che scendono dai vari versanti, per migliorare puntualmente le criticità. In città sono in atto da circa 10 anni lavori per la messa in sicurezza del fiume Cassarate, penso alla Foce e al Piano della Stampa. Questi lavori continueranno anche nei prossimi anni». Il docente evidenzia inoltre come l’evento di questa mattina sia un fatto del tutto eccezionale: «Le misurazioni del fiume Breggia si effettuano dal 1966, e quello di oggi, insieme ad un altro del 1982, rappresenta il massimo evento in 55 anni».

L’evento di questa mattina è stato aggravato dal fatto che arrivavamo da due giorni di abbondanti piogge e, proprio alla fine di queste, si sono registrate le precipitazioni più intense in assoluto

Necessaria una corretta gestione dei cantieri

In questo periodo, specialmente nel Luganese, sulle strade si vedono molte gru e cantieri. Con eventi metereologici così importanti, possono rappresentare un rischio? Pozzoni fa chiarezza: «I cantieri vengono allestiti in estate per ovvi motivi, legati al traffico ridotto e al fatto che in questo periodo solitamente si fanno maggiori investimenti in questo ambito. In caso di precipitazioni intense, tutto sta nella corretta gestione del cantiere. A seconda del livello di criticità del cantiere, si devono prevedere il blocco dei lavori e la messa in sicurezza di determinate aree quando arrivano forti temporali. Se il cantiere è gestito bene, non va ad aggravare la situazione: un cantiere è una zona potenzialmente a rischio, ma come tante altre».

Interventi a priori: molto viene già fatto

Prevenzione e interventi mirati sono fondamentali nelle zone più critiche, come quelle vicine ai corsi d’acqua. Il docente della SUPSI fa notare che «molto viene già fatto da questo punto di vista: con la conoscenza del territorio si va ad individuare i punti deboli e su questi si interviene. C’è tutta una serie di enti preposti a monitorare la situazione, non solo quando si verifica l’evento, ma già prima». Quello di oggi è però stato un fenomeno tutt’altro che ricorrente, per questo motivo si sono creati tali disagi ed è stato costituito lo Stato Maggiore Regionale di Condotta. Pozzoni spiega: «L’evento di questa mattina è stato aggravato dal fatto che arrivavamo da due giorni di abbondanti piogge e, proprio alla fine di queste, si sono registrate le precipitazioni più intense in assoluto. Il fatto che ci sia un evento così gravoso al termine di un periodo con abbondanti piogge rende il terreno saturo di acqua. Questo non riesce più a drenare, e quindi tutta l’acqua va ad ingrossare fiumi e riali o genera scivolamenti superficiali e colate di detriti».

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