Le misure per evitare un secondo lockdown in Ticino

Pandemia

L’Ente ospedaliero cantonale (EOC) e la direzione della Clinica Luganese Moncucco scrivono al Governo: «Ecco i provvedimenti da prendere subito e dopo le vacanze di novembre»

Le misure per evitare un secondo lockdown in Ticino
©CdT/ Chiara Zocchetti

Le misure per evitare un secondo lockdown in Ticino

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Per evitare un secondo lockdown, in Ticino servono nuove misure contro la diffusione del coronavirus. Ne sono convinti l’Ente ospedaliero cantonale (EOC) e la direzione della Clinica Luganese Moncucco, che nel fine settimana hanno scritto al Consiglio di Stato una lettera congiunta, con una lista di provvedimenti da prendere alla svelta o da mantenere in vigore. Lo anticipa «ilCaffè», spiegando che le misure sono una ventina e andrebbero attuate «subito o immediatamente dopo le vacanze di inizio novembre», mentre altre andrebbero valutate in base al numero di contagi e ospedalizzazioni dei prossimi giorni. Nella missiva, firmata dal direttore generale e dal capo Area medica dell’EOC, Giorgio Pellanda e Paolo Ferrari, dal direttore della Moncucco, Christian Camponovo, e dal direttore sanitario, Christian Garzoni, viene spiegato che un nuovo confinamento potrebbe durare dalle 2 alle 3 settimane, e per evitarlo andrebbero osservate regole di protezione individuale, come il mantenimento della distanza fisica di 1, 5 metri, la mascherina obbligatoria in tutti i luoghi chiusi e l’obbligo della protezione per il viso anche all’aperto, nei posti a rischio, come il mercato. Vengono inoltre raccomandati l’autoisolamento volontario in caso di sintomi e l’isolamento in attesa dei risultati del tampone: il test per la COVID-19 è fortemente consigliato. Per quanto riguarda le categorie a rischio, come gli anziani, si raccomanda di astenersi da tutte quelle attività non ritenute importanti, con un eventuale ripristino dei servizi di aiuto, come la spesa a domicilio. EOC e Moncucco chiedono inoltre di limitare le dimensioni delle riunioni, al chiuso e all’aperto. Per quanto riguarda il lavoro, si chiede di introdurre lo smart working ovunque sia possibile, l’uso generalizzato delle mascherine nelle imprese, le riunioni a distanza, la pulizia costante degli ambienti di lavoro e la ventilazione degli spazi interni. Per i ristoranti si consiglia da subito un limite di 4 persone allo stesso tavolo, se non componenti della stessa famiglia. Viene inoltre chiesta l’introduzione della mascherina obbligatoria nelle scuole medie, così come il divieto di gite in bus o in treno. Lo sport amatoriale dovrebbe essere sospeso da subito, così come cori, bande, club di lettura, corsi di ginnastica per anziani, e attività simili. Dopo le vacanze di inizio novembre, le misure da introdurre o mantenere sono invece le seguenti: mascherine sui trasporti nel tragitto casa-scuola, modalità alternative di educazione fisica, stop a mercatini, sagre, fiere, manifestazioni regionali e funzioni religiose (per queste due una valutazione andrebbe presa in base all’evoluzione dei contagi).

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