«Ora si torna a vivere»

Il pubblico

Il Locarno Film Festival entra nel vivo e in città si respira un clima sereno: «Qui c’è un’atmosfera unica, è bello esserci» - «I controlli? Non ci danno nessun fastidio, anzi: apprezziamo che ci siano, ci rassicurano»

«Ora si torna a vivere»
I volti sorridenti dei festivalieri, soddisfatti di vivere un Festival a pieno regime

«Ora si torna a vivere»

I volti sorridenti dei festivalieri, soddisfatti di vivere un Festival a pieno regime

Il Locarno Film Festival entra nel vivo. Giovedì sera c’è stata la prima vera e propria serata della 74ª edizione in Piazza Grande: quella di mercoledì, infatti, era stata salutata dalla pioggia con il conseguente spostamento del tappeto rosso nella sala del Palexpo Locarno. Il pubblico inizia a prendere familiarità con le misure di sicurezza imposte dalla pandemia. Prenotazione dei biglietti, documentazione COVID, mascherine... I festivalieri, perlomeno quelli intervistati nella mattinata di venerdì, accettano di buon grado questi accorgimenti (guarda il video allegato a quest’articolo).

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Guarda il video — La gioia dei festivalieri: «Finalmente siamo tornati a Locarno»

Anzi, c’è pure chi si sente rassicurato dalle procedure antipandemia: «In fin dei conti, è questione di pochi minuti», dice Andrea, uno dei tanti accreditati alla manifestazione intento a registrare, con una piccola camera, un filmato accelerato tra le canoniche sedie gialle e nere sotto lo schermo.

Nell’aria c’è un apparente ritorno alla normalità: «Sono molto contenta, dopo un anno di pausa, di respirare finalmente l’aria della Piazza, è davvero una bella sensazione», spiega Sara, addetta ai lavori e di conseguenza grande frequentatrice della kermesse. «Sì, è stupendo — le fa eco Ariele di Gordola, cresciuto con il Festival e tutt’oggi assiduo simpatizzante —. Ieri sera trovarsi in una Piazza piena e con il bel tempo è stato bellissimo. Ho aspettative molto alte per l’edizione di quest’anno», esclama, puntualizzando come quella passata, proposta in formato «ibrido» e alla quale si era comunque abbonato, non era stata così soddisfacente.

«Io trovo tutto perfetto. È meraviglioso che il cinema sia tornato», dice Iris, di madrelingua tedesca, accomodata su una sedia improvvisata, probabilmente alla ricerca di un po’ d’ombra.

«Siamo usciti da un lungo periodo di streaming e di piccoli schermi... ma i film visti su un grande schermo sono un’altra cosa!», dice un altro Andrea, che segue l’evento di Locarno da tanti anni. «È anche vero che fa un certo effetto vedere ormai tante persone vicine tra loro e senza mascherina... però dobbiamo riabituarci anche a questo».

«L’ultimo festival a cui ho partecipato è stato quello di Berlino, nel febbraio del 2020», spiega Giovanni, arrivato da Padova: «Era ora, mi sembra però che ci sia molta meno gente rispetto agli anni passati. Anche il numero di accreditati mi sembra inferiore».

«È una gioia per tutti — sono le parole di Francesco, impiegato di una farmacia nelle vicinanze — e anche un orgoglio, sono contento che il Festival sia tornato».

Nicole, che rappresenta un’agenzia di eventi, come tutti gli altri (e forse anche di più) ha un sorriso radioso: «È fantastico, siamo tornati a lavorare: poter vedere di nuovo gente, ci si può finalmente incontrare... sì, il Festival è il Festival. È un ambiente unico!».

Anche le parole di un secondo Giovanni, che lavora per uno degli sponsor del Festival, fanno trasparire un grande entusiasmo: «C’è un clima eccezionale, ieri si sentiva il calore del pubblico della Piazza. Qui c’è l’energia della ripresa del mondo del cinema».

Per quanto riguarda le misure di sicurezza che caratterizzano questa edizione, comunque, la voce è unanime: nessuno sembra farci caso più di quel tanto. A passeggio tra i ciottoli c’è pure Valentina, anche lei fa parte del «popolo del Festival» che nell’arco di questi undici giorni indossa la tradizionale tesserina con nastrino pardato: «Dopo l’anno che abbiamo passato, mi sembra ragionevole stare, diciamo così, sull’attenti».

«Sono misure necessarie per poter ripartire e rivivere il Festival», dice Sara, che conclude: «No, non mi pesano più di quel tanto».

Anche la raggiante Nicole non vede l’ora di un bilancio finale: «Trovo giusto che si faccia, soprattutto per sentirci dire, un domani ‘‘Sì, ce l’abbiamo fatta e ora siamo pronti per i prossimi eventi’’. In effetti, dopo il Festival, voglio ripartire con tante altre cose».

«Penso che il Festival abbia gestito la problematica della pandemia egregiamente», aggiunge Giovanni.

«Potrebbero benissimo essere anche più severi. I problemi sono quelli che abbiamo già attraversato... quindi va bene così», dice il secondo Andrea.

Mentre il primo Andrea suggerisce la possibilità di rendere più comoda la registrazione, magari sfruttando l’app, per evitare di dover esibire ogni volta i documenti COVID. «Mi dà un po’ fastidio il fatto di dover riservare i biglietti per ogni proiezione. Il bello del Festival è che, se mi annoio con un film, esco dalla sala e vado subito in un’altra — dice Ariele —. Cosa che però non è così semplice con questo nuovo obbligo. Capisco che va fatto. D’altra parte, c’è il vantaggio di poter avere il posto garantito. Un aspetto positivo e uno negativo che si bilanciano, in fin dei conti...». Anche per Francesco il discorso regge: «Credo sia un buon compromesso tra la sicurezza di tutti e la possibilità di godersi ugualmente il Festival».

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