A2-A13, avanti sulla strada tracciata

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È rassicurato il consigliere di Stato Claudio Zali di ritorno dall’incontro con l’Ufficio federale delle strada a Berna – Il progetto generale del collegamento veloce del Locarnese non sarà stravolto

A2-A13, avanti sulla strada tracciata
Il traffico per il momento rimane, ma torna il sereno sul collegamento veloce A2-A13 (Foto Archivio CdT)

A2-A13, avanti sulla strada tracciata

Il traffico per il momento rimane, ma torna il sereno sul collegamento veloce A2-A13 (Foto Archivio CdT)

Non v’è nessuna intenzione di stravolgere il progetto generale elaborato in Ticino. È quanto il direttore dell’Ufficio federale della strade (USTRA), Jürg Röthlisberger, ha spiegato, rassicurandolo, al consigliere di Stato e direttore del Dipartimento del Territorio, Claudio Zali, durante l’incontro tenutosi proprio per chiarire le intenzioni di Berna. Intenzioni che, dopo la pubblicazione del concorso per «la ripresa, la verifica e l’adeguamento» della cosiddetta «bozza verde», potevano invece apparire ben altre. Non fosse che per il tetto di 30.000 ore di lavoro previste nel bando. Un bando che aveva fatto sobbalzare dalla sedia non solo il Dipartimento del territorio, ma anche i deputati Nicola Pini (PLR) e Fiorenzo Dadò (PPD), i quali avevano inoltrato un’interrogazione sul tema. E, come si ricorderà, si era poi innescato un secco botta e risposta tra il Dipartimento stesso e la sede bellinzonese di USTRA, con lettere al fulmicotone. «V’è evidentemente stato un problema di comunicazione», sottolinea ancora Zali. «Quando si collabora e si conoscono dunque le persone, è sempre meglio discutere dei temi importanti a voce». Cosa che, appunto, ora ha potuto avvenire. Rasserenando gli animi.
Tornando al concorso, Zali sottolinea che la questione va inquadrata su una scala nazionale e non solo cantonale. USTRA, infatti, si trova a dover rispondere di circa 400 chilometri di nuove strade nazionali, corrispondenti a 20 progetti maggiori (promossi da 15 Cantoni) e a centinaio di progetti minori, per un totale di circa 15 miliardi di investimenti. «Per una questione di parità di trattamento, quindi, si è deciso di procedere allo stesso modo per tutti i progetti», spiega Zali. A prescindere da quanto sia o meno stato fatto finora dai Cantoni. «In merito alle 30.000 ore di lavoro previste mi è stato spiegato che si tratta di un tetto massimo. È possibile che ne servano molte di meno», aggiunge il nostro interlocutore.
Quindi, come si diceva all’inizio, USTRA non ha nessuna intenzione di stravolgere il progetto generale elaborato in Ticino. Un progetto – cosa che, l’esperienza ce lo insegna, per l’annosa questione del collegamento veloce A2-A13 non è mai stata scontata – tra l’altro ampiamente condiviso. Con USTRA stessa, ma anche con tutti gli attori coinvolti sul Piano di Magadino.
Durante l’incontro non si è entrati nei dettagli della bozza verde. Anche perché la Confederazione non ha ancora formalmente ripreso il progetto ticinese. Ciò nonostante, va detto, ha comunque partecipato alla sua crescita. E v’è anche un preavviso dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM). Preavviso che solleva – ma questo è proprio il compito dell’UFAM – due principali criticità: l’attraversamento del fiume Ticino e l’impatto sulla zona delle Bolle di Magadino. «Si tratta di questioni note e, secondo il nostro punto di vista, assolutamente non insormontabili», spiega a proposito Zali. Non a caso, ricordiamo, il progetto prevede il raggruppamento e l’innalzamento dei due ponti sul Ticino, nonché l’allontanamento dalle Bolle.
Insomma, la verifica del progetto – quello ticinese, ma anche gli altri – pur trattandosi tutto sommato di una novità è da iscrivere nella normale prassi. Perché una verifica a livello federale – trattandosi tra l’altro di un collegamento importante anche dal profilo finanziario con la sua spesa stimata in circa 1,5 miliardi – doveva pur avvenire. E l’A2-A13 può continuare, con più serenità, sulla propria strada. Una strada caratterizzata – tra rotonda sopraelevata in zona aeroporto, viadotto sul fiume e molto altro ancora – in particolare da una galleria di circa sette chilometri, che permetterà di evitare diversi centri abitati.
L’incontro di Berna tra Claudio Zali e Jürg Röthlisberger non ha infine permesso di fare il punto sui tempi di realizzazione, che saranno comunque lunghi. Non era nemmeno il tema. Ma il consigliere di Stato ci ricorda infine che «la priorità data all’uno o all’altro progetto sul tavolo dell’USTRA sarà una questione squisitamente politica». Il Ticino ha fatto i compiti, anticipando per altro quasi 10 milioni per la progettazione. Ora non può che attendere la Confederazione.

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