viabilità

Ad Ascona una galleria bis entro il 2029

Grazie alla firma della convenzione fra Cantone, Commissione intercomunale dei trasporti e Comune di Ascona non è più una chimera il tunnel di Moscia – Preventivato un investimento di 95 milioni di franchi

Ad Ascona una galleria bis entro il 2029
L’ultima frana di grandi dimensioni staccatasi sopra il tratto di strada interessata, che nel 2011 aveva dovuto rimanere chiusa per diverso tempo. (foto Archivio CdT)

Ad Ascona una galleria bis entro il 2029

L’ultima frana di grandi dimensioni staccatasi sopra il tratto di strada interessata, che nel 2011 aveva dovuto rimanere chiusa per diverso tempo. (foto Archivio CdT)

ASCONA - Una chimera trasformata in galleria. È la magia avvenuta sulle rive del Verbano, dove – grazie alla firma di una convenzione fra Cantone, Commissione intercomunale dei trasporti (CIT) e Comune di Ascona – si è finalmente fatto più concreto il tunnel di Moscia, più noto come “Cantonaccio-Acapulco”. Se tutto andrà come previsto, le prime automobili vi potranno transitare entro il 2029. Ad annunciare l’evento – che il sindaco del Borgo, Luca Pissoglio, ha definito “storico” – il consigliere di Stato Claudio Zali e il presidente della CIT Paolo Caroni. Accanto a loro, l’ingegner Patrik Rivaroli, capo dell’Area operativa del Sopraceneri. Quest’ultimo ha ricordato che la nuova infrastruttura stradale sarà lunga circa 1.500 metri e avrà una conformazione simile all’attuale galleria (quella del Cantonaccio), di cui sarà l’ideale prolungamento. L’opera riguarderà un tratto di strada litoranea a forte traffico: di 12.800 veicoli al giorno la media annuale, che tocca i 18.000 durante il periodo estivo. Un carico per il quale l’odierno calibro della strada è ormai ampiamente insufficiente. Vi è poi anche il rischio di smottamenti e di caduta sassi. L’ultimo di grandi dimensioni, nel 2011, aveva provocato la chiusura al traffico per diverso tempo. Fra le motivazioni che hanno spinto il Dipartimento del territorio ad agire, pure la necessità di rinnovare strutturalmente l’attuale arteria, l’assenza di un marciapiede e di una ciclopista e i conflitti fra i veicoli in transito e quelli che escono o si immettono nelle contigue proprietà private. L’operazione, della quale si parla ormai dal 1998 e che era sempre stata bloccata per motivi finanziari, si è resa possibile grazie all’accordo siglato sulla chiave di riparto della spesa: il 55 per cento sarà a carico del Cantone, il 40 della Commissione intercomunale dei trasporti e il residuo 5 del Comune di Ascona. Quest’ultimo, ha annunciato il sindaco, una volta aperta la galleria ha intenzione di riqualificare la zona, rendendola d’interesse regionale. L’idea è infatti quella di creare una passeggiata continua dal Porto patriziale fino a Porto Ronco.

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