Anche le macchine hanno preso il virus

Bilancio

La pandemia ha pesantemente colpito il settore con una contrazione delle vendite a livello cantonale del 26% – La voglia di comperare è tornata ma ora le vetture scarseggiano perché mancano i pezzi prodotti in varie parti del mondo – Successo per AutoIn che ha voluto dare una scarica al mercato

Anche le macchine hanno preso il virus
AutoIn dà un impulso per far ripartire il mercato dell’automobile. © CdT/Chiara Zocchetti

Anche le macchine hanno preso il virus

AutoIn dà un impulso per far ripartire il mercato dell’automobile. © CdT/Chiara Zocchetti

La pandemia da COVID-19 ha pesantemente colpito il mercato dell’auto. Un virus globale che, come vedremo in seguito, ha messo in ginocchio la globalizzazione. Ma i membri della sezione locarnese dell’UPSA (Unione professionale svizzera dell’automobile) non hanno voluto piegarsi al subdolo coronavirus. Pur non potendo fare affidamento sulla cornice del lungolago di Muralto, a seguito delle disposizioni sanitarie in vigore, hanno comunque deciso di proporre la 26. edizione di AutoIn, la tradizionale fiera dell’auto che annualmente attira migliaia di appassionati o anche solo curiosi. Un’edizione andata però in scena, negli scorsi giorni, direttamente all’interno degli spazi espositivi dei 14 garage, che hanno deciso di prendere parte all’evento. «Malgrado le concessionarie siano per definizione in concorrenza, il gruppo UPSA del Locarnese è molto unito», commenta il presidente della sezione locale, Renato Canziani. La formula adattata, se è vero che da un lato non ha visto la grande migrazione di circa 200 veicoli lungo le sponde del Verbano, è altrettanto vero che ha del tutto cancellato le incognite legate alle condizioni meteorologiche o a problemi logistici in generale. «Per sottolineare ancora di più la volontà di risollevarsi dopo tutto ciò che ha comportato il lockdown, quest’anno con il nostro concorso abbiamo deciso di sostenere i piccoli commerci locali, mettendo in palio 22 buoni del valore di 500 franchi l’uno». Buoni che un tempo avrebbero dovuto essere spesi nei garage aderenti alla manifestazione, mentre oggi potranno appunto essere utilizzati nel ristorante o nel negozio di fiducia. Grande distribuzione esclusa proprio per sostenere i più piccoli e verosimilmente i più colpiti dai mesi di stop forzato.

Un anno nero
Approfittando dell’evento di AutoIn, che al di là del numero di visitatori (i quali sono difficilmente quantificabili avendo toccato diversi showroom) è stata un successo già solo perché ha potuto andare in scena, abbiamo dunque voluto capire come se la passa il mercato dell’auto in questo periodo particolare. A fornirci una radiografia del settore è il presidente dell’UPSA Ticino, Roberto Bonfanti. «Il 2020 è un anno nero», ammette il nostro interlocutore. «I dati di fine agosto mostrano una contrazione del mercato nazionale pari a circa il 30%, con un arretramento di tutte le marche. Scegliendo di vedere il bicchiere mezzo pieno, il Ticino sta un po’ meglio, ma la diminuzione è comunque del 26%».

Globalizzazione in lockdown
Ma quali sono i principali fattori di questo momento difficile per gli affari? Di certo i mesi di chiusura, durante i quali la compravendita si è giocoforza arenata. L’incertezza finanziaria che ancora affligge molte persone, inoltre, di certo non aiuta. Ma una certa propensione all’acquisto sembra comunque esistere. «Ora che la richiesta sta aumentando, ci manca però il prodotto da offrire», spiega Bonfanti. Insomma, le auto si possono ordinare, ma queste poi non arrivano al destinatario. «Viviamo in un mondo globalizzato, dove i produttori delle diverse parti di una vettura sono dislocati qua e là nel nostro globo. Il virus ha colpito tutto il pianeta in modi e in momenti differenti, portando a chiusure in tempi diversi. Per questo motivo le fabbriche faticano a produrre le vetture», aggiunge ancora Bonfanti. Insomma, se mancano i fari, il sistema di navigazione, i freni o altro la macchina non può essere completata. «Fermare tutto rapidamente è stato semplice, far ripartire l’industria è invece un’altra cosa». Soprattutto poiché, appunto, diversi Paesi vivono una recrudescenza della pandemia, anche solo a livello regionale, e tutto se non fermandosi sta quantomeno di nuovo rallentando. «Per il momento lavoriamo molto con le vetture in stock, ma anche queste stanno terminando». Insomma, pure l’autunno non si preannuncia sgombero da incognite.

Avanza l’elettrico
In conclusione, da rilevare ancora che le auto ibride o elettriche continuano comunque la loro avanza. Vi sono però problemi di fornitura delle batterie, che portano la domanda a sovrastare l’offerta. Mentre le vetture diesel retrocedono in modo ancor più marcato (-40%) rispetto alla contrazione del mercato.

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