Azioni mirate per salvare Monte Brè

LOCARNO

Gli abitanti si mobilitano contro la costruzione di un maxi resort sulla montagna locarnese – Dopo il «sit in» per le strade cittadine gli oppositori sono pronti, se necessario, a lanciare un’iniziativa popolare

Azioni mirate per salvare Monte Brè
Al «sit in» di sabato hanno preso parte centinaia di persone. (Foto Reguzzi)

Azioni mirate per salvare Monte Brè

Al «sit in» di sabato hanno preso parte centinaia di persone. (Foto Reguzzi)

Azioni mirate per salvare Monte Brè
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Azioni mirate per salvare Monte Brè
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Azioni mirate per salvare Monte Brè

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LOCARNO - Tutte le vie percorribili per fermare un’eventuale speculazione edilizia sulla montagna locarnese sono al vaglio dell’associazione Salva Monte Brè, che sabato è scesa in campo, insieme a centinaia di abitanti della regione, per ribadire la propria contrarietà al «faraonico» progetto para-alberghiero che un gruppo di imprenditori vorrebbe costruire tra Monte Brè e Cardada. Progetto che è balzato agli onori della cronaca a settembre e per il quale a Palazzo Marcacci non è giunta nessuna richiesta di informazione, né tantomeno è stata presentata una domanda di costruzione, come ha sottolineato il Municipio nella risposta all’interpellanza e all’interrogazione di PS e Verdi (cfr. edizione cartacea del CdT dell’8 febbraio 2019). Secondo le informazioni raccolte da Salva Monte Brè però, i promotori del maxi resort di lusso sarebbero intenzionati a depositare la domanda di costruzione entro giugno. Gli stessi, hanno ricordato i rappresentanti dell’associazione, hanno già acquisito una dozzina di terreni nel comparto. «Non c’è tempo da perdere», hanno sottolineato al «sit in» di sabato all’incrocio tra le vie Monte Brè, Tre Tetti e Patocchi a Locarno (punto di passaggio obbligatorio per gli automezzi pesanti prima di entrare nel bosco) e hanno poi ribadito alla tavola rotonda-dibattito tenutasi in seguito a Palazzo Marcacci. Un’intera giornata d’azione che, come detto, ha visto l’adesione di centinaia di persone, non solo residenti in città. «L’indignazione della popolazione è grande e anche trasversale», ha sottolineato Sandro Rusconi, che ha aderito alla causa di Salva Monte Brè negli scorsi mesi, insieme a Franco Cavalli. Quello del maxi resort, ha sottolineato quest’ultimo, «è un progetto che comporterà una serie di problemi ambientali e non porterà nessun beneficio alla popolazione. Va assolutamente combattuto ed evitato».

Misure anti speculazione edilizia
«Amiamo la natura e vogliamo salvaguardarla – ha ribadito il presidente di Salva Monte Brè Marco Ricca – siamo dalla parte della civilizzazione, che dice no alla speculazione edilizia e che impedisce ai barbari di avanzare». «La pressione popolare – ha sottolineato il consigliere comunale dei Verdi Matteo Buzzi durante la tavola rotonda – potrebbe, da un lato, far desistere gli investitori e, quindi, far fallire il progetto sul nascere, dall’altro, spingere il Municipio a istituire una zona di pianificazione, bloccando così temporaneamente ogni eventuale speculazione edilizia». Nel caso che ciò non dovesse accadere, l’associazione Salva Monte Brè si è detta pronta a ricorrere, come detto, a un’iniziativa popolare a livello comunale. Un’altra via percorribile potrebbe essere la presentazione da parte dei consiglieri comunali di «una mozione interpartitica che prevede la modifica del Piano regolatore (ndr, che permette ancora un certo margine edilizio), che impone al Municipio di valutare se i progetti sono fattibili a livello ambientale, sociale ed economico», come suggerito dall’ex municipale Diego Erba. A questo proposito, qualcun altro tra la cinquantina di persone presenti alla tavola rotonda ha ricordato che si potrebbe far appello anche alla Legge sullo sviluppo territoriale, secondo cui «una costruzione è inserita nel paesaggio in maniera ordinata e armoniosa quando si integra nello spazio circostante, ponendosi in una relazione di qualità con le preesistenze e le caratteristiche dei luoghi». Ciò che, secondo gli oppositori al progetto, non sarebbe il caso del maxi resort. Buzzi ha poi ricordato che la Legge federale sulla pianificazione del territorio prevede che «qualora l’interesse pubblico lo giustifichi, l’autorità competente possa impartire un termine per l’edificazione». Per il consigliere comunale PS Fabrizio Sirica si potrebbe, inoltre, chiedere al Municipio di promuovere un referendum consultivo. Ma prima, alcuni cittadini presenti in sala hanno proposto di organizzare un incontro pubblico con l’Esecutivo, che ieri, per vari motivi, non ha potuto partecipare alla tavola rotonda e ha rinviato i promotori alle risposte dei due atti parlamentari inoltrati da Verdi e PS. Risposte «tecniche» che non hanno soddisfatto i consiglieri comunali, né tantomeno Salva Monte Brè.

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