«Chiedere l’elemosina è ancora un reato»

Locarno

Peri Mellini (PS), alla luce della recente sentenza della CEDU, interroga il Municipio sul tema dell’accattonaggio in città

«Chiedere l’elemosina è ancora un reato»
Il regolamento attuale, datato 1915, prevede l’arresto per in mendicanti. © CdT/Archivio

«Chiedere l’elemosina è ancora un reato»

Il regolamento attuale, datato 1915, prevede l’arresto per in mendicanti. © CdT/Archivio

«Il vagabondaggio e l’accattonaggio sono severamente interdetti. Gli Agenti di Polizia comunale e cantonale procederanno all’arresto dei vagabondi e degli accattoni». Testuali parole contenute nell’articolo 12 del Regolamento di polizia urbana e rurale, adottato dal Consiglio comunale di Locarno il 13 aprile 1915. Un regolamento, datato di oltre un secolo e tuttora in vigore, che comprensibilmente in molte sue parti è superato dai tempi. Già quando si trattò di vietare il consumo di alcool in determinate zone nevralgiche della città, il regolamento dovette essere aggirato, creando la necessaria base legale con un’altra norma.

La sentenza della CEDU
E ora la sentenza del 19 gennaio della CEDU, che ha condannato la Svizzera a risarcire una donna sanzionata per aver chiesto l’elemosina a Ginevra, pone il regolamento cittadino in contrasto con quanto deciso da istanze superiori. A sottolinearlo, in un’interrogazione, è Pier Mellini (PS), che ricorda come la questione dell’accattonaggio fosse già stata sollevata più volte in Consiglio comunale ricevendo risposte dapprima nette, a favore del divieto, e poi più sfumate. Ma ora, di fronte alla storica sentenza della CEDU, il Municipio «cosa pensa di mettere in atto per evitare un’applicazione pedissequa dell’articolo 12 del ‘Regolamento di polizia urbana e rurale?», chiede dunque Mellini.

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