Centovalli

Collisione tra treni a Corcapolo: confermato l’errore umano

Pubblicato il rapporto finale del Servizio d’inchiesta svizzero, che attribuisce la causa dell’incidente avvenuto tre anni fa a un errore in nell’intervento sul sistema di sicurezza

Collisione tra treni a Corcapolo: confermato l’errore umano
L’incidente è avvenuto la mattina del 26 aprile 2016. (Foto Rescue Media)

Collisione tra treni a Corcapolo: confermato l’errore umano

L’incidente è avvenuto la mattina del 26 aprile 2016. (Foto Rescue Media)

Collisione tra treni a Corcapolo: confermato l’errore umano
La collisione causò il ferimento leggero di cinque persone, tra cui i due macchinisti. (Foto Rescue Media)

Collisione tra treni a Corcapolo: confermato l’errore umano

La collisione causò il ferimento leggero di cinque persone, tra cui i due macchinisti. (Foto Rescue Media)

CENTOVALLI – La collisione tra due treni della Centovallina la mattina del 26 aprile 2016 a Corcapolo è stata causata da un errore umano. Il Servizio d’inchiesta svizzero (SISI) ha pubblicato oggi il rapporto finale sull’incidente che conferma le risultanze dell’inchiesta preliminare che era stata condotta tre anni fa, congiuntamente con le FART e con la polizia cantonale. Lo scontro tra i due convogli, che viaggiavano a una velocità di circa 20 km/h, «è dovuto al fatto che è stato effettuato un intervento sul sistema di sicurezza senza chiarire precedentemente la posizione dei treni e senza commutare l’impianto sul funzionamento locale previa autorizzazione del capomovimento», si legge nelle conclusioni del SISI. «Di conseguenza – prosegue il rapporto – il sistema automatico dell’apparato centrale, a causa dell’impostazione manuale della posizione di base della sezione di blocco errata, ha impostato il segnale di uscita a Corcapolo su ‘via libera’, lasciando così transitare un treno su un tratto di linea sul quale era già in viaggio, in direzione opposta, un altro treno». All’incidente hanno inoltre contribuito impianti di sicurezza con «funzionalità limitate che richiedono interventi di azionamento in loco e che danno al capomovimento della centrale operativa poche possibilità di intervenire nel processo operativo; tratti di linea senza sistemi di controllo dei binari (...) e la pressione temporale che i collaboratori del servizio guasti si erano autoimposti». Inoltre, «il fatto che i montatori del servizio guasti non fossero provvisti di una radio rice-trasmittente, come invece previsto, e che una volta accortisi del pericolo non abbiano potuto comunicare ai macchinisti di fermarsi, non è stata la causa del sinistro, ma non ha neanche permesso di evitarlo». Nell’impatto, lo ricordiamo, rimasero leggermente ferite cinque persona, tra le quali i due macchinisti. Il materiale rotabile ha subito notevoli danni materiali, mentre l’infrastruttura ferroviaria non è stata danneggiata.

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