Locarno

Così ti salvo la casa dal lago

Dalla Mobiliare in dono un container del valore di 300.000 franchi, che permette di allestire una diga mobile di 370 metri – Potrà essere usata in caso di fuoriuscita del Verbano o di riali

Così ti salvo la casa dal lago
I pompieri ieri hanno dato una dimostrazione di come potranno utilizzare la diga mobile. (Foto Garbani)

Così ti salvo la casa dal lago

I pompieri ieri hanno dato una dimostrazione di come potranno utilizzare la diga mobile. (Foto Garbani)

A seguito del fenomeno dei cambiamenti climatici siamo e verosimilmente saremo confrontati con situazioni sempre più estreme. Che si tratti di periodi di siccità oppure di piogge intense e prolungate. Se già in passato si sono registrate diverse esondazioni del Lago Maggiore, queste – nonostante gli accorgimenti presi a vari livelli – potranno dunque ripetersi con una certa frequenza. Sebbene quella del lago sia tutto sommato una forza calma, quando si manifesta genera danni ingenti. E così la Mobiliare ha scelto, tra sole cinque località in Svizzera, di donare uno speciale container antiesondazioni alla città di Locarno, che è stato ufficialmente consegnato ieri con una piccola cerimonia sul piazzale della Canottieri.
«È per noi un onore aver ricevuto questo dono esclusivo e mirato», ha esordito il sindaco Alain Scherrer, ricordando come la Mobiliare sia un partner importante per Locarno. Basti pensare all’evento al castello durante il Festival. «Alcuni potrebbero chiedersi cosa sia questo container e quando ma lo useremo», ha proseguito. «Già, perché spesso ci si dimentica delle esondazioni del passato. Del 1978, del 1993, del 2000 (quando l’acqua giunse fino in piazza Grande) o ancora del 2014. Grazie al container – e naturalmente a tutti partner d’intervento, con la collaborazione degli abitanti – i disagi provocati dall’acqua potranno essere minimizzati».
Al comandante dei pompieri cittadini, Alain Zamboni, il compito invece di illustrare il contenuto e l’utilizzo pratico del dono del valore di 300.000 franchi. «Il materiale ricevuto ha una valenza non solo locarnese, ma cantonale», ha subito chiarito, spiegando che potrà essere d’aiuto anche ad altri comuni. «Oggi disponiamo, oltre che di due pompe con motore a scoppio, di oltre 370 metri di condotte che potranno essere utilizzare per allestire uno sbarramento mobile». Composte da materiale sintetico ed ermetico, riempiendole con acqua, potranno infatti essere utilizzate per montare una diga di protezione (tra i 60 e i 75 centimetri di altezza) laddove necessario. Al commendante abbiamo dunque chiesto di farci un esempio: «Nel caso di fuoriuscita del lago si potrebbe pensare di utilizzarla per proteggere il perimetro della clinica Santa Chiara». Ma la si potrebbe anche usare come sbarramento in caso di fuoriuscita di riali e così via. Per montare il tutto sono necessari 5-10 militi e poche tempo: si parla di quattro ore per l’intera condotta di 370 metri, che può però essere anche più corta. A questo scopo i pompieri cittadini hanno seguito una specifica formazione, di cui ieri hanno dato una breve dimostrazione.
«La Mobiliare ha elaborato uno studio, grazie al proprio laboratorio presso l’Università di Berna, che mostra tra le altre cose i danni che potrebbero verificarsi a seguito di inondazioni», ha sottolineato il responsabile per le PMI, Renato Morelli. Di qui la scelta dei cinque centri, ai quali donare i container. Oltre a Locarno, Zofingen e Sion li riceveranno anche in centri di soccorso in Iterlaken-Bödeli e Berneck-Au-Heerbrugg. «La prevenzione contro i rischi naturali è un pilastro centrale dell’impegno della nostra cooperativa», ha continuato Morelli. «Dal 2006 abbiamo investito circa 35 milioni nella protezione da questi rischi». E sostenuto 130 progetti di prevenzione, di cui 10 in Ticino», gli ha fatto eco l’agente generale di Bellinzona, Michele Masdonati.
Da rilevare infine che la mappa dei potenziali pericoli può essere consultata sul sito www.schadenpotenzial.ch, mentre all’indirizzo www.ueberschwemmungsgedaechtnis.hochwasserrisiko.ch si può trovare una cartina, con fotografie, degli eventi passati. Ognuno può inoltre contribuire con proprie immagini di inondazioni.

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