Dieci modi per scoprire le valli, seguendo i propri ritmi

Locarnese

L’Organizzazione turistica lancia diverse proposte di itinerario alla scoperta delle perle del territorio – Un modo per «lottare» contro il turismo mordi e fuggi, invitando i visitatori a prendersi il tempo per assaporare le chicche, magari anche nascoste, di cui le zone periferiche sono ricche

Dieci modi per scoprire le valli, seguendo i propri ritmi
Alla scoperta del territorio, badando anche all’ecosostenibilità. © Vanesa Gorgal

Dieci modi per scoprire le valli, seguendo i propri ritmi

Alla scoperta del territorio, badando anche all’ecosostenibilità. © Vanesa Gorgal

L’Organizzazione turistica Lago Maggiore e Valli (OTLMV) spinge ulteriormente l’acceleratore sul territorio, dando vita ad una serie di proposte che invitano ad andare oltre il turismo di giornata mordi e fuggi e ad apprezzare le nostre perle nascoste. Da alcuni giorni online sul sito dell’OTLMV (https://bit.ly/2Yk0qJE), «Dieci modi per scoprire le vall... al tuo ritmo» presenta, in una ventina di pagine riccamente illustrate, dieci proposte di soggiorno fra la valle Onsernone, le Centovalli, la Vallemaggia e la valle Verzasca. Gli itinerari si snodano lungo alcuni tra i sentieri più belli, andando alla scoperta di valli, boschi, cascate, laghetti alpini, panorami mozzafiato, senza tralasciare le testimonianze che rimandano all’antica presenza dell’uomo, che con sudore e fatica ha plasmato nei secoli un territorio spesso aspro ma di rara bellezza.

Anche su più giorni
Villaggi, monti, cascine, casolari, alpi in cui ancora si producono formaggi, mulini, chiesette, cappelle votive, musei, particolarità geologiche e botaniche, specialità gastronomiche: nessuna delle chicche locali sfugge all’occhio attento della pubblicazione. L’iniziativa vuol essere un invito a concedersi più tempo per esplorare, con spirito curioso, questi territori così ricchi, affascinanti e unici. Suggerisce, soprattutto, un modo più eco-sostenibile di fare turismo. Le escursioni proposte sono alla portata di (quasi) tutti gli amanti della camminata. Raggiungendo il punto di partenza coi mezzi pubblici, il territorio si scopre poi essenzialmente a piedi, sull’arco di 2, 3 o anche più giorni, facendo capo per il pernottamento ai piccoli alberghi, ristoranti con pensione, ostelli o rifugi che si trovano lungo il percorso. L’attenzione del lettore è anche attirata verso le specialità gastronomiche e artigianali locali. «Così facendo – spiega il direttore dell’OTLMV, Fabio Bonetti – cerchiamo di invitare il nostro ospite ad ampliare la propria esperienza di vacanza. L’idea è di proporre qualcosa di diverso dal solito turismo di giornata nelle valli, di promuovere un approccio più lento e sostenibile, di valorizzare il territorio facendo in modo che vi siano anche maggiori ricadute economiche rispetto a quel turismo mordi e fuggi dal quale le valli ricavano spesso più disturbo che benefici. Insomma, noi crediamo che le periferie, le nostre valli, abbiano un grande potenziale turistico inespresso, che vogliamo contribuire a sviluppare armoniosamente in sinergia, naturalmente, con i centri urbani».

In linea con i piani di sviluppo
È proprio quello che si prefiggono anche i vari «Masterplan», i piani di sviluppo per le zone periferiche, elaborati dall’Ufficio dello sviluppo economico del Cantone in collaborazione con gli enti regionali e le associazioni locali. «Il progetto – afferma Vanesa Gorgal, project manager che si occupa dello sviluppo di progetti turistici all’interno del masterplan – ha lo scopo di presentare questi territori nella loro integrità, varietà e unicità: caratteristiche che riusciamo sorprendentemente ad apprezzare ancora di più quando ci avvinciamo ad essi con umiltà, rispetto e con il giusto tempo. Tempo che concediamo anche a noi stessi peraltro, per ricaricarci, per rilassarci e per stare bene. Un beneficio ambivalente, insomma, che è ciò che dovremmo auspicare per uno sviluppo territoriale e turistico sostenibile. Lo sviluppo di prodotti turistici passa proprio da qui: valorizzare l’identità del territorio ed integrarla in esperienze turistiche autentiche ed arricchenti, che permettano al visitatore di conoscerle ed apprezzarle, con il minor impatto ecologico possibile».

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