«Disattivate quelle antenne»

LOCARNO

Lettera aperta del gruppo Stop 5G Svizzera italiana ad Alain Scherrer e Marco Solari – Il presidente del Film Festival risponde: «Non è di nostra competenza»

«Disattivate quelle antenne»
L’antenna per il 5G attivata di recente a Locarno. (Foto Putzu)

«Disattivate quelle antenne»

L’antenna per il 5G attivata di recente a Locarno. (Foto Putzu)

LOCARNO – «Gli addetti alla telefonia mobile non si arrampicano più sui pali per svolgere la loro attività, ora basta un clic». E allora «spegnete per favore il 5G con un clic» ed «eventualmente riaccendetelo, qualora risultasse inoffensivo sulla base della ricerca scientifica». È la richiesta contenuta in una lettera aperta, firmata da Sylva Nova per il Gruppo Stop 5G Svizzera italiana e invitata all’indirizzo del sindaco di Locarno, Alain Scherrer, e del presidente del Locarno Film Festival, Marco Solari.

Una richiesta che il CdT ha subito girato a Marco Solari: «La questione del 5G non è di competenza del Festival», risponde il presidente della kermesse pardata. «Lo è semmai del Municipio di Locarno». E forse nemmeno sua, vista la giurisprudenza in materia. «Ringrazio dunque per avermi inviato una lettera cortese e dai toni gentili», aggiunge Solari. «Ma il nostro compito non è quello di accendere o spegnere il 5G. A noi compete organizzare un Festival che sia di sostegno alla cultura, alla politica e all’economia del cantone Ticino e della Svizzera intera». Sul fronte della Città, invece, non è stato possibile ricevere una risposta immediata, perché sia il sindaco, Alain Scherrer, sia il vice, Paolo Caroni, si trovano all’estero.

«Questa oscura tecnologia, portata ultimamente in trionfo dai media [...] ha il ‘pregio’ di connettere rapidamente tutte le cose», si sottolinea comunque nella missiva a sostegno della richiesta. Permette, insomma, di contattare «in tempo reale il frigo di casa per sapere, quando stiamo passeggiando con il cagnolino, se la panna è smontata». O ancora «se il bebè ha lasciato tre gocce nel pannolino – verifica diretta sullo smartphone che non c’è (ancora) – seduti in piazza Grande durante le proiezioni», viene aggiunto ironicamente. «Ma il cittadino comune vuole veramente questo nuovo pacchetto sorpresa firmato Swisscom, sapendo che non esistono tuttora studi scientifici seri che attestino la sua innocuità per la salute?», ci si chiede così nella lettera. «Per questo motivo da più nazioni le richieste di moratoria per il 5G sono in aumento e anche in Svizzera alcuni cantoni e numerose città sono in allerta e si appellano al principio della precauzione. Locarno invece esulta: habemus 5G per il festival del film, ossia un esperimento in vivo sui cinefili, ma soprattutto sui cittadini, che tutto l’anno si trasformano in cavie umane per il profitto dell’industria, del capitale, degli apparati militari, delle lobby». Da qui l’invito al Locarno film Festival di dissociarsi «dalla procedura contaminante e anti-democratica in atto con il 5G: la settima arte rimanga pura».

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