È collaborativo l’uomo finito dietro le sbarre

Locarno

Il quarantenne cubano accusato di tentato omicidio per l’accoltellamento di via della Pace sta cooperando con le autorità per fare luce sull’accaduto – Anche stupefacenti sullo sfondo delle indagini

È collaborativo l’uomo finito dietro le sbarre
I fatti si sono svolti in via della Pace, nei pressi del Pretorio. (Foto Archivio CdT)

È collaborativo l’uomo finito dietro le sbarre

I fatti si sono svolti in via della Pace, nei pressi del Pretorio. (Foto Archivio CdT)

LOCARNO – Starebbe collaborando con le autorità inquirenti il quarantenne cubano finito dietro le sbarre sabato scorso per l’accoltellamento avvenuto in via della Pace a Locarno, nei pressi del Pretorio. Su di lui gravano le accuse di tentato omicidio e, subordinatamente, tentate lesioni gravi. E il giudice dei provvedimenti coercitivi, ricordiamo, già lunedì aveva confermato l’arresto per motivi istruttori. L’uomo, dunque, rimarrà dietro le sbarre per due mesi. Tempo durante il quale, l’inchiesta – condotta dal procuratore capo Arturo Garzoni – tenterà anche di fare luce su eventuali legami del quarantenne con il mondo della droga. Stando a informazioni del Corriere del Ticino, il nome dell’uomo figurerebbe in altre inchieste, ancora aperte, legate agli stupefacenti. Gli inquirenti starebbero...

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