Ex caserma di Losone, «opportunità da non lasciarsi sfuggire»

Il caso

Un presa di posizione interpartitica dei gruppi in Consiglio comunale a favore della creazione di un polo artistico e culturale: «Si sta paralizzando lo sviluppo di un comparto strategico»

 Ex caserma di Losone, «opportunità da non lasciarsi sfuggire»
©CdT/Gabriele Putzu

Ex caserma di Losone, «opportunità da non lasciarsi sfuggire»

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«La scorsa settimana il Municipio di Losone e il Consiglio d’amministrazione dell’Accademia Dimitri hanno reso noto in una presa di posizione condivisa la possibilità di partecipare insieme alla creazione di un polo artistico e culturale presso l’ex caserma di Losone. Lo scenario di sviluppo ipotizzato va nella direzione da sempre sostenuta dal Comune e rispecchia appieno quanto auspicato dal Consiglio comunale fin da quando nel 2016 ha dato all’unanimità il suo consenso al credito per l’acquisto del sedime. Una volontà ribadita nuovamente a larghissima maggioranza dal Legislativo lo scorso mese di dicembre con l’approvazione della variante di Piano Regolatore che ha definito la destinazione del comparto in cui potranno insediarsi attività legate alla cultura, allo sport e al tempo libero. Come ben noto, contro la decisione del Consiglio comunale è stato inoltrato un ricorso da parte di un confinante che allo stato attuale blocca ogni possibile sviluppo del comparto». Lo si legge in una presa di posizione sottoscritta a nome dei rispettivi gruppi in Consiglio comunale dai capigruppo di PLR, PPD + Generazione Giovani, UDC / SVP / Partito del Popolo Svizzero e della Lista della Sinistra. Di seguito il comunicato integrale:

Occupazioni temporanee degli spazi nel periodo di transizione

In attesa della decisione definitiva in merito al ricorso, due sono le opzioni a cui è confrontato il Comune. La prima è il non utilizzo dell’area, trasformando l’ex caserma in un gigante dormiente che, anche senza che vi si svolga alcuna attività, genererà un costo per l’ente pubblico per la sua manutenzione ordinaria e messa in sicurezza. Una soluzione decisamente poco interessante, poco costruttiva e poco lungimirante.

Bene ha dunque fatto il Municipio decidendo di percorrere la seconda via, quella delle collaborazioni temporanee. Un’opzione che sosteniamo, presa dall’Esecutivo sulla base di valutazioni ponderate e conformemente alle proprie facoltà decisionali. In particolare, nel contesto della situazione eccezionale legata alla pandemia di COVID-19 è stata mostrata una rapida e spiccata sensibilità per le esigenze contingenti venutesi a creare per l’Accademia Dimitri, ma anche per l’Esercito Svizzero. Inoltre, alcune occupazioni temporanee, come quelle citate, genereranno degli introiti per il Comune. Siamo convinti che il Municipio, oltre ad aver operato conformemente alla legge, abbia agito in assoluta buona fede. Purtroppo, ogni decisione relativa al comparto è ormai diventata oggetto di incomprensioni e presupposto per polemiche, da consumarsi preferibilmente su media e social. Per evitare che queste si ripetano, l’invito al Municipio è di voler informare in modo più preciso e tempestivo il Consiglio comunale, o perlomeno i capigruppo, qualora fossero previste nuove occupazioni temporanee, realizzati lavori di manutenzione o messa in sicurezza della struttura.

Un nuovo tassello nello sviluppo dell’ex caserma

Come ampiamente riportato, quella dell’Accademia Dimitri non è la prima occupazione temporanea autorizzata presso l’ex caserma a partire dalla scorsa estate. Le stesse non solo hanno avuto il pregio di portare nuovamente vita nell’ex caserma, ma hanno anche innescato positive dinamiche e creato interesse e sinergie al di fuori dei confini comunali. Basti pensare all’esempio del Base Camp, la cui prima edizione è stata un successo e che tornerà in occasione della prossima edizione del Locarno Film Festival. Sempre in ambito culturale, l’attuale collaborazione con l’Accademia Dimitri rappresenta un nuovo e stimolante tassello nel discorso relativo allo sviluppo futuro del comparto ex caserma.

L’interesse mostrato da questa eccellenza riconosciuta a livello nazionale e internazionale rappresenta una concreta opportunità per mantenere e sviluppare ulteriormente nel Locarnese un polo artistico e culturale di livello universitario che permetterebbe di portare un importante valore aggiunto per l’intera regione.

Un’opzione contemplata dal Consiglio di Stato nel messaggio sulla Politica universitaria cantonale 2021-2024 e dalla SUPSI stessa nel proprio piano strategico e finanziario del prossimo quadriennio. Questa grande opportunità corre però il rischio di svanire a causa di un ostruzionismo che ha altre radici e si presenta quasi sistematicamente ogni qualvolta si torna a parlare del comparto e della sua pianificazione.

Opportunità da non lasciarsi sfuggire

Alcune prese di posizione di questi giorni, che tentano di mettere nuovamente in cattiva luce l’operato del Municipio e la legittimità della decisone presa dal Consiglio comunale, altro non sono che l’ultimo episodio di una questione che vede principalmente coinvolti dei privati che hanno obiettivi diversi dallo sviluppo di interesse pubblico dell’ex caserma.

È una dinamica che purtroppo si trascina ormai da tempo e che ha avuto fra le sue diverse conseguenze un deterioramento del dibattito politico e pubblico - in particolare da quando alcuni colleghi consiglieri comunali hanno deciso di fare da cassa di risonanza alla questione in seno al Legislativo e sui media utilizzando in più occasioni toni irrispettosi delle persone, delle opinioni e del lavoro altrui - e ha portato a un forte rallentamento dello sviluppo del comparto. Andando avanti di questo passo non solo si paralizza lo sviluppo futuro dell’ex caserma, ma si rischia addirittura di comprometterlo in modo irreparabile!

Il nostro auspicio è che si riesca a trovare il modo di uscire da questa pericolosa dinamica. Se non ci sarà la volontà di scindere le due questioni (risentimenti e problemi privati da una parte, dimensione pubblica dall’altra) lo sviluppo dell’ex caserma sarà lento e andrà incontro a continue difficoltà. L’investimento continuerà a pesare sulle spalle dei contribuenti e resterà oggetto di polemiche. Da parte nostra, non possiamo che fare appello al senso di responsabilità di tutte le parti. Il nostro invito agli attori coinvolti - privati, autorità comunali e cantonali - è di trovare una via percorribile per riaprire un canale di dialogo al fine di evitare che gli interessi di pochi continuino a ripercuotersi sullo sviluppo di un comparto da tutti riconosciuto come strategico per il Comune di Losone. Concludiamo, confermando e ribadendo il nostro pieno sostegno al Municipio che, con dedizione, spesso lontano dalle luci della ribalta e in un contesto non sempre facile, in questi anni si è impegnato ad approfondire su più fronti diverse opportunità di sviluppo possibile. Siamo consapevoli che di soluzioni semplici non ce ne sono. La strada da percorrere è ancora lunga. Gli scenari che si stanno delineando sono in linea con quanto da sempre auspicato dal Consiglio comunale di Losone. Si potranno concretizzare unicamente se guardiamo tutti nella stessa direzione, evitando le polemiche, i ricorsi per partito preso e gli attacchi personali, con l’obiettivo di cogliere le opportunità che si presentano».

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