Fervono i preparativi per le nozze verzaschesi

Comunali 2020

Giro d’orizzonte tra i sindaci della valle in vista delle elezioni che segneranno la nascita del Comune unito – Cinque le poltrone disponibili nel nuovo Municipio – Molteplici le aspettative riguardo all’aggregazione

Fervono i preparativi per le nozze verzaschesi
(Infografica CdT)

Fervono i preparativi per le nozze verzaschesi

(Infografica CdT)

Tra conferme, nuovi arrivi e addii, il prossimo 5 aprile si prospetta una giornata intensa per i Comuni ticinesi e per alcuni di essi sarà anche storica. Tra poco meno di sette mesi, infatti, Brione, Corippo, Frasco, Sonogno, Vogorno e i territori di valle di Cugnasco-Gerra e Lavertezzo si uniranno per dar vita al nuovo Comune di Verzasca. Ecco, dunque, che, mentre i colleghi dell’agglomerato e delle altre valli hanno cominciato a svelare le loro carte - tra intenzioni e progetti ritenuti prioritari -, i sindaci della Verzasca si preparano a fare il grande passo. Interpellati dal CdT due su quattro (senza contare Corippo, la cui amministrazione è attualmente affidata a un gerente) si sono detti intenzionati a ricandidarsi per far parte del nuovo Municipio, uno non ha ancora valutato il da farsi e un altro ha deciso lasciare il posto ai giovani (vedi schema nella foto). Cinque, lo ricordiamo, le poltrone disponibili nell’Esecutivo (in tutta la valle sono attualmente in carica 16 municipali), venti quelle previste per il Legislativo, organo che oggi come oggi in tre dei Paesi coinvolti nell’aggregazione è rappresentato dall’Assemblea comunale.
Prospettive di candidature a parte, passiamo alle aspettative e agli auspici dei sindaci (riportati in rigoroso ordine alfabetico) riguardo l’aggregazione. «Innanzitutto mi auguro che il nuovo Comune possa partire nel migliore dei modi, in un clima costruttivo, propositivo e attento, già da subito, ai bisogni della popolazione e alle esigenze del territorio», premette il sindaco Fabrizio Bacciarini di Brione Verzasca. «Mi auguro inoltre che ci sia interesse - continua -, passione, entusiasmo, impegno e partecipazione alla vita civica del nuovo Comune, che possa essere rappresentato da persone che vogliono mettere a disposizione le loro esperienze e conoscenze delle varie realtà sociali e territoriali che si trovano in valle, affinché possa essere gestito e monitorato puntualmente in tutte le sue particolarità».
Il sindaco di Frasco Fabio Badasci si aspetta, in particolare, «che il progetto vada avanti esattamente così com’è stato votato dalla popolazione, con il centro amministrativo a Vogorno e i servizi garantiti in ogni ex Comune una volta alla settimana». Dal canto suo, il sindaco di Vogorno Ivo Bordoli auspica che con l’aggregazione «le cose migliorino, che diventando un Comune unico possiamo avere una maggiore forza contrattuale con il Cantone per la realizzazione e la promozione di progetti ritenuti importanti per il futuro della valle». «Bisognerà anche - aggiunge - trovare una soluzione per il problema della mobilità, partendo dal potenziamento del trasporto pubblico, sia per i residenti, sia per i turisti». Anche il sindaco Renato Patà di Sonogno si aspetta «un ulteriore miglioramento dei servizi, oltre a una situazione finanziaria stabile». Vi è poi l’auspicio di poter concretizzare i progetti del masterplan della Verzasca, tra cui il potenziamento del Centro sportivo di Sonogno, il campeggio previsto a Brione e l’albergo diffuso a Corippo. «Abbiamo bisogno di nuova linfa - sottolinea Patà - e di creare soprattutto posti di lavoro, così da attrarre altre persone, in particolare famiglie, a scegliere la valle come casa».

Piano finanziario «in progress»
A favore del progetto di aggregazione, lo ricordiamo, il Cantone ha concesso un aiuto finanziario pari a 18,3 milioni di franchi. Di cui 11,25 milioni quale contributo di risanamento dei sette Comuni aggregandi, comprensivo degli indennizzi per la cessione dei territori di valle di Lavertezzo e Cugnasco-Gerra. Altri 2,4 milioni saranno destinati alla costruzione della palestra del centro scolastico di Brione, mentre 2 milioni andranno a sostegno di investimenti per lo sviluppo socioeconomico e territoriale di valenza regionale. Tutto questo dovrebbe permettere al nuovo Comune di partire con un moltiplicatore fissato al 95%, un capitale proprio di 1 milione e un debito pubblico pro capite di 2.000 franchi.
I preparativi per l’unione, come detto, sono in pieno fermento. «Dal punto di vista organizzativo stiamo rispettando i tempi», fa sapere Badasci, a capo della Commissione di studio per il progetto di aggregazione. «È in fase di allestimento una bozza di primo preventivo per il nuovo Comune - aggiunge -, mentre un gruppo costituito dagli attuali segretari comunali della valle e da un funzionario cantonale si sta occupando delle questioni più concrete. Il tutto, ovviamente, senza andare a intaccare le competenze del futuro nuovo Municipio. Posso assicurare che per aprile saremo pronti».

Il progetto di fusione, ricordiamo, è sostanzialmente un aggiornamento di quello del 2013, che aveva ottenuto circa il 70% dei favori, ma si era scontrato con l’opposizione di Lavertezzo (contrario alla separazione dei propri territori di piano e valle), che la spuntò al Tribunale federale in virtù del fatto che nella Legge cantonale sulle aggregazioni mancava una base legale che permettesse lo smembramento di parti di territorio da un paese. Legge in seguito modificata, permettendo così di riattivare nel 2017 il processo di fusione, accolta tramite voto consultivo dall’84% della popolazione nel giugno 2018 e benedetta da Governo e Parlamento nei successivi mesi di settembre e dicembre. L’unione dei Comuni della Verzasca, va detto, porterà - con lo scorporo dei territori di valle - anche alla (ri)nascita dei Comuni di Cugnasco-Gerra e Lavertezzo.

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