Piano di Magadino

Generazione giovani sostiene il referendum contro i semafori

Invece di spendere ulteriori 3,3 milioni, per i popolari democratici è meglio accelerare il più possibile la realizzazione del collegamento veloce A2-A13 e sfruttare appieno gli atout di AlpTransit

Generazione giovani sostiene il referendum contro i semafori
Il progetto votato dal Gran Consiglio prevede di eliminare tre rotonde, sostituendole con semafori, con un investimento di 3,3 milioni. (fotopedrazzini.ch)

Generazione giovani sostiene il referendum contro i semafori

Il progetto votato dal Gran Consiglio prevede di eliminare tre rotonde, sostituendole con semafori, con un investimento di 3,3 milioni. (fotopedrazzini.ch)

LOCARNESE – Il referendum contro il progetto di semaforizzazione della strada del Piano di Magadino, tra Quartino e Cadenazzo, riceve l’appoggio unanime di Generazione giovani (PPD Ticino). Molteplici i fattori che spingono i giovani popolari democratici a schierarsi contro il credito di 3,3 milioni votato dal Gran Consiglio di recente, nel tentativo di alleviare i problemi viari sulla trafficatissima arteria di collegamento. «Analizzando il problema da un profilo diverso rispetto alla praticità di rotonde, semafori o semplici incroci, è necessario chinarsi sullo spreco di soldi pubblici, a cui siamo destinati con questa decisione del Gran Consiglio», si legge in una nota che riprende dunque il concetto base del comitato referendario. «Infatti, l’installazione delle attuali rotonde nel decennio trascorso è stata resa possibile grazie a investimenti importanti da parte del Cantone. Investimenti che verrebbero annullati con la semaforizzazione, con conseguenti perdite per tutta la comunità. Non sappiamo se effettivamente i semafori possano migliorare la situazione attuale, che è grave. Ciò con cui invece siamo certamente confrontati è l’enorme spesa pubblica per attuare delle soluzioni temporanee o inefficaci per risolvere il principale problema delle code tra l’autostrada A2 e Locarno, risolvibile unicamente con un collegamento autostradale».

Per Generazione giovani occorre affrontare la questione anche dal profilo ambientale e dei trasporti pubblici: «L’intasamento della strada non si è risolto con le rotonde, come non si risolverà con i semafori». Due, dunque, le soluzioni che si intravedono: da un lato occorre anticipare il più possibile la costruzione del collegamento veloce A2-A13 (tramite il progetto di galleria tra Quartino e Sant’Antonino), mentre dall’altro i pendolari devono modificare le proprie abitudini. «L’offerta ferroviaria attuale non è soddisfacente, in particolare tra Locarno e Lugano, ma grazie all’apertura del tunnel di base del Monte Ceneri nel 2020, il trasporto pubblico ticinese verrà rivoluzionato», continua la nota. «Basti pensare alla diminuzione dei tempi di percorrenza in treno tra Locarno, Lugano e Bellinzona o agli enormi investimenti in materia di aggiunta di corse di bus nei grandi centri, fattori che faranno optare sempre più persone per l’utilizzo dei mezzi pubblici anziché della propria vettura, con conseguenti miglioramenti viari e ambientali. In merito a quest’ultimo aspetto, bisogna però essere capaci di modificare la propria routine da automobilista assuefatto e, soprattutto, ristabilire dei collegamenti diretti in treno tra Locarno e la Svizzera interna, in modo da incentivare anche i turisti (che causano buona parte delle code estive) a optare per il treno».

Infine, Generazione giovani ritiene «inconcepibile» il fatto che, come si ricorderà, il Gran consiglio si sia chinato due volte sullo stesso progetto, poiché al «primo giro» il credito non aveva raccolto sufficienti consensi. «Questa pratica non è rispettosa né della democrazia, né dei cittadini stessi e va quindi combattuta con un referendum», conclude il comunicato.

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