Gli aperitivi con vista lago ora hanno una base legale

Ascona

Sì del Legislativo alle normative che permetteranno di riproporre anche in futuro le apprezzatissime terrazze allargate – Accolta integralmente la proposta del Municipio – Bocciato il rinvio chiesto dalla Gestione, che aveva espresso dubbi sulla forma

Gli aperitivi con vista lago ora hanno una base legale
Sono stati molti i turisti che hanno scritto al Municipio per lodare le terrazze allargate. ©CdT/Gabriele Putzu

Gli aperitivi con vista lago ora hanno una base legale

Sono stati molti i turisti che hanno scritto al Municipio per lodare le terrazze allargate. ©CdT/Gabriele Putzu

Hanno avuto talmente successo che possono essere considerate uno degli elementi caratterizzanti dell’anomala stagione turistica che ci siamo appena lasciati alle spalle. Hanno contribuito a «salvare» la stagione di numerosi ristoratori e hanno aiutato molti ospiti (ma anche parecchi ticinesi) a sentirsi più in vacanza anche in un periodo nel quale di vacanze si poteva viverne ben poche. Un esperimento vincente, insomma, quello delle terrazze affacciate sul Verbano, allestite, per iniziativa del Municipio del borgo, sul lungolago di Ascona. Una misura anti COVID che – grazie all’avallo espresso martedì sera dal Consiglio comunale – potrà essere ripetuta anche in futuro. Il Legislativo ha infatti approvato a larga maggioranza – dopo una lunga discussione – la modifica dell’articolo del Regolamento comunale che ha permesso di dare una base legale agli aperitivi con vista lago.

Gli aperitivi con vista lago ora hanno una base legale

Mancanza di dialogo
Un epilogo favorevole al quale non si è giunti facilmente, considerando che la Commissione della gestione proponeva addirittura il rinvio del messaggio. E questo per tutta una serie di dubbi («addirittura troppi per pensare di inserirli in un rapporto come emendamenti», ha sottolineato il commissario liberale radicale Fabio Guerra) riguardanti più la forma della proposta municipale che la sostanza delle terrazze allargate fino ad affacciarsi sul lago. Una proposta, quest’ultima, azzeccatissima a detta di tutti. Proprio per questo il sindaco Luca Pissoglio ha, a nome dell’Esecutivo, annunciato l’intenzione di non ritirare il messaggio. Non risparmiando una severa critica alla Gestione (poi ribadita anche dal capo dicastero Stefano Steiger) per il fatto che la commissione abbia puntato al rinvio senza nemmeno chiedere un colloquio con qualche rappresentante del Municipio.

Respinti due emendamenti
Prima di passare al voto sulla proposta gestionale sono anche stati presentati due emendamenti, entrambi riguardanti la soprattassa prevista nel nuovo articolo per compensare finanziariamente lo spazio «rubato» dai tavolini dei ristoranti alle manifestazioni che occupano solitamente il suolo pubblico sul lungolago. Glen Brändli del gruppo LUI ha proposto di esprimere il concetto in forma possibilista, nel senso di dare la facoltà al Municipio di non prelevare l’imposizione in caso di stagione turistica sfavorevole. Piergiorgio Nessi (Gruppo progressisti) ha invece chiesto di cassare tout court il capoverso riguardante la nuova soprattassa. La proposta di rinvio della Gestione è quindi stata bocciata con 19 voti contrari e 8 favorevoli, mentre i due emendamenti hanno perso il confronto con il messaggio municipale così come presentato. Quest’ultimo è alla fine stato approvato con 20 voti favorevoli, 3 contrari e 4 astenuti.

Gli aperitivi con vista lago ora hanno una base legale

Nuove luci per i platani
Il Consiglio comunale asconese ha approvato anche tutti gli altri messaggi all’ordine del giorno. A partire da quello con una richiesta di credito di 75 mila franchi per dotare gli amati e iconografici platani del lungolago di una nuova illuminazione natalizia. In entrata di serata vi sono stati anche alcuni avvicendamenti (uno non senza qualche polemica). Ha lasciato i banchi del Legislativo, dove sedeva per il Gruppo progressisti, José Cavalli, che è stato sostituito da Veronica Zimmermann. Il PLR ha poi chiesto la sostituzione in seno alla Commissione del Piano regolatore del proprio rappresentante Valerio Sala, per il cui avvicendamento è stato proposto Massimo Biffi. Prima che il cambiamento venisse formalizzato Sala ha tenuto a specificare di essere stato sostituito contro la sua volontà, chiedendo pubbliche spiegazioni al suo gruppo. Matteo Rampazzi si è limitato ad affermare che i liberali radicali hanno preferito puntare su Biffi per le sue qualifiche professionali, «in vista dei temi che la commissione si troverà presto ad affrontare». Liquidata, infine, senza troppi problemi anche una naturalizzazione contestata da alcuni (ma non dalla Commissione delle petizioni) perché riguardante un candidato condannato (a una pena sospesa) una quindicina d’anni fa per istigazione all’amministrazione infedele. Dopo aver respinto la richiesta di voto segreto avanzata da Piergiorgio Nessi, il Legislativo ha concesso la cittadinanza con 21 voti favorevoli, 1 contrario e 5 astenuti.

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  • 1 Barbara Gianetti Lorenzetti
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