«I laici vanno coinvolti nel rilancio delle parrocchie»

Religione

In occasione della visita pastorale del vescovo in alta Vallemaggia, giro d’orizzonte sulla situazione nel comprensorio con le riflessioni del presidente dell’associazione degli enti cattolici locali

«I laici vanno coinvolti nel rilancio delle parrocchie»
La chiesa di Cavergno, restaurata 15 anni fa su progetto dell’architetto Vittorio Pedrocchi, testimonia, a suo modo, la voglia di rinnovamento che spira anche in diverse parrocchie valmaggesi. (foto Archvio CdT)

«I laici vanno coinvolti nel rilancio delle parrocchie»

La chiesa di Cavergno, restaurata 15 anni fa su progetto dell’architetto Vittorio Pedrocchi, testimonia, a suo modo, la voglia di rinnovamento che spira anche in diverse parrocchie valmaggesi. (foto Archvio CdT)

Confrontata con le tipiche difficoltà delle zone periferiche, la Vallemaggia è sicuramente stata finora un esempio virtuoso per quanto riguarda le aggregazioni comunali. Portate avanti con convinzione e che hanno dato i frutti sperati. Per Fausto Rotanzi, presidente dell’associazione delle parrocchie della valle, la stessa soluzione non sarebbe però l’ideale per ridare linfa e vitalità agli enti cattolici locali. «I quali, inutile negarlo - afferma - stanno vivendo un momento di difficoltà. Una crisi che, vista l’evoluzione, di certo non si fermerà». Anche di questo tema si parlerà sicuramente con il vescovo Valerio Lazzeri, che proprio domani in alta Vallemaggia darà inizio alla sua visita pastorale nel cantone.

«Il problema principale - chiarisce Rotanzi, attivo da 35 anni in ambito pastorale a vari livelli - riguarda la difficoltà di trovare persone pronte a mettersi a disposizione per occuparsi delle questioni parrocchiali. Fino a quando saremo in grado di avere qualcuno che lo faccia nelle piccole realtà, è meglio rimanere come siamo. Perché unirsi vuol dire aumentare l’impegno e gli oneri, senza però avere più risorse a disposizione. Chi mai sarebbe disposto ad imbarcarsi in una tale impresa?». Così succede che là dove non si trova più nessuno, le parrocchie finiscono in gerenza. Oggi in Vallemaggia su 25 entità locali, tre lo sono (Linescio, Campo Vallemaggia e Cimalmotto). «E l’evoluzione - prosegue il presidente dell’associazione - andrà sempre più in tale direzione».

Accanto, poi, all’erosione di volenterosi, si assiste anche - come in molte altre realtà - al calo costante del numero di sacerdoti. «In alta valle siamo fortunati - chiarisce Rotanzi -, ne abbiamo ancora 3, residenti a Cevio, che riescono a coprire gran parte del comprensorio». Diverso il discorso per la bassa valle, dove da poco si è passati da due preti e un collaboratore presso la casa per anziani di Maggia a un prete e un diacono per la zona che va da Someo ad Avegno. «Decisamente poco - commenta il nostro interlocutore -. Siamo coscienti che si tratta di un’evoluzione inevitabile, ma ho l’impressione che forse non ci si sia preparati a sufficienza per affrontarla».

I valmaggesi qualcosa per migliorare la situazione hanno comunque cercato di farlo. «L’associazione che presiedo ne è un esempio. È stata fondata 25 anni fa, soprattutto per aumentare la collaborazione dal punto di vista amministrativo fra una quindicina di parrocchie. Oggi tutte ne fanno parte e va da sé che il discorso si è ampliato anche ad ambiti non strettamente economici. Collaboriamo, insomma, là dov’è possibile. Ed è sicuramente una cosa positiva».

Ma per un vero rilancio delle parrocchie e per dare nuova linfa alla vita delle comunità secondo Rotanzi bisognerebbe andare oltre. «E - aggiunge - non è un discorso che riguarda solo la Vallemaggia. Andrebbe ampliarlo anche a realtà più vaste, considerando che molte vivono lo stesso nostro momento di difficoltà». Per il presidente dell’associazione la svolta passa da un maggior coinvolgimento dei laici. «Un tema delicato - continua - che non sempre si riesce ancora a far passare. Ma si tratta, secondo me, di uno sviluppo inevitabile. Se i preti continuano a diminuire, anche il loro ruolo trainante rischia di indebolirsi pericolosamente (e forse è già, in parte, successo). È dunque necessario trovare vie alternative, non certo per sostituirsi a loro, ma per fare in modo che altre persone possano in qualche modo contribuire a mantenere vive le realtà parrocchiali e comunitarie». Figure non sempre facili da trovare, vien da commentare. «Certo - conclude Rotanzi -, ma che quando ci sono andrebbero sostenute e, soprattutto, legittimate da parte dell’istituzione ecclesiale». L’idea, dunque, e (ri)lanciata. E chissà che progetti come le reti pastorali (delle quali si parla spesso ultimamente) non possano aiutarla a germogliare.

Incontri col vescovo

Il vescovo Lazzeri sarà in alta Vallemaggia da domani, giovedì, fino a domenica. In programma diverse visite ad anziani e malati, varie celebrazioni e, venerdì, un incontro con i giovani alle scuole medie. Sabato, fra le 9 e le 11, in casa parrocchiale a Cevio vi sarà anche la possibilità di colloqui personali (si può prenotarsi allo 076/679.81.25).

©CdT.ch - Riproduzione riservata

In questo articolo:

Ultime notizie: Locarno
  • 1
  • 1