«Il burkini è solo un costume da bagno»

Locarno

La minoranza della Legislazione è contraria all’introduzione del divieto di indossare l’indumento femminile - Si tratterebbe di un problema inesistente, meglio sarebbe dedicarsi, sia a livello politico che sociale, alla diffusione della visione occidentale della donna

«Il burkini è solo un costume da bagno»
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Il burkini è «un costume da bagno tanto quanto il bikini». Un’affermazione semplice, dietro al quale risiedono ragionamenti invece articolati, che hanno spinto Rosanna Camponovo (PS) a redigere un rapporto di minoranza in merito alla mozione di Aron D’Errico (ex consigliere comunale leghista della Città), il quale chiedeva appunto di proibire l’uso del tanto discusso costume da bagno femminile sul territorio di Locarno.
Un rapporto di minoranza, firmato seppur con riserva anche da Luca Renzetti (PLR), che segue quello di maggioranza della Legislazione, il quale era invece favorevole all’introduzione del divieto. «Il burkini non rappresenta un islam militante e fondamentalista. Esso è infatti un costume da bagno che copre il corpo e i capelli, ma non il viso e permette così alle donne musulmane che portano il velo (spesso per propria devozione alla religione) di nuotare più comodamente», sottolinea ancora Camponovo. Nasce, insomma, «per permettere a tutte le donne di fare sport e andare in spiaggia». Inoltre «simili costumi da bagno esistono anche per i sommozzatori o per persone che non possono/vogliono prendere il sole (ad esempio il facekini tanto in voga nelle spiagge cinesi)».

Un non problema
La relatrice continua poi rilevando come sia «paradossale che una società che, in nome della libertà d’espressione e della tolleranza, allenta proibizioni nei confronti dei nudisti sulle spiagge, intenda ora criminalizzare le donne che vogliono tenere non il viso, ma alcune parti del corpo, coperte». Quello del burkini, inoltre, sarebbe fondamentalmente una questione, almeno alle nostre latitudini, inesistente. A testimoniarlo le parole del direttore del Lido Locarno, sentito a proposito in due occasione dai commissari: «Donne col burkini al Lido di Locarno in 8 anni le posso contare sul dito di una mano. Il problema non esiste, basta venire a vedere». E in merito alla sicurezza: «Nessun problema. I materiali non impediscono, in caso di bisogno, il salvataggio della bagnante in quanto sono anch’essi in elasthane come la maggior parte dei costumi da bagno». Troppi controlli sono poi ritenuti inutili. «Piuttosto meglio tener d’occhio la sicurezza delle persone che ad esempio non sanno nuotare o soccorrere quelle colte da un malore» e così via.

Inattuabile a livello giuridico
E il rapporto di minoranza conclude, rimarcando per altro che la proposta dal profilo giuridico «risulta pure inattuabile»: «Ben venga la preoccupazione del mozionante riguardo la difesa della dignità delle donne», ma «c’è ben altro oltre ‘gli affari di velo’. Preoccupiamoci piuttosto di diffondere e divulgare a livello culturale e sociale la nostra visione della donna e a livello politico di difendere le sue libertà».

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