«Il Cantone non ha dormito: per l’hangar 1 c’erano nuove prospettive»

Aeroporto

Dopo la tempesta, uno dei proprietari di Aero Locarno SA spiega i ritardi nella progettazione della nuova aviorimessa a Locarno-Magadino – Con Bellinzona intavolate trattative per una partnership pubblico-privato – Buratti: «Noi pronti a costruire a nostre spese»

«Il Cantone non ha dormito: per l’hangar 1 c’erano nuove prospettive»
L’hangar 1 fu costruito nel 1938 ed era pienamente funzionante anche negli anni Quaranta, quando Swissair volava anche su Magadino ©CdT/Archivio

«Il Cantone non ha dormito: per l’hangar 1 c’erano nuove prospettive»

L’hangar 1 fu costruito nel 1938 ed era pienamente funzionante anche negli anni Quaranta, quando Swissair volava anche su Magadino ©CdT/Archivio

«Trovo ingiusto accusare il Cantone, affermando che abbia dormito sul dossier hangar 1. Piuttosto all’aeroporto si sono affacciate nuove prospettive che ci vedono direttamente coinvolti ed è proprio su queste ultime che si stava discutendo con Bellinzona. Immagino che quanto accaduto l’altro giorno non farà altro che accelerare i tempi». Sfodera il suo abituale pragmatismo Stefano Buratti, uno dei comproprietari dell’Aero Locarno SA, la scuola di volo passata di mano tre anni fa e che da allora ha allargato notevolmente il suo raggio d’azione (nei prossimi giorni dedicheremo un ampio servizio al tema), acquisendo, fra l’altro, da Ruag tutta l’attività manutentiva a Locarno-Magadino e diventando dunque, di fatto, l’inquilino dell’aviorimessa devastata dalla tempesta scatenatasi martedì, sulla...

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