Il castigatore dell’Inter che si batte per dare un futuro ai giovani

La storia

Quattro chiacchiere con Edo Carrasco: dall’arrivo in Svizzera in fuga dalla dittatura cilena alla vita in parallelo fra calcio professionistico e lavoro sociale - VIDEO

Il castigatore dell’Inter che si batte per dare un futuro ai giovani
Edo Carrasco esprime grande riconoscenza per il pastore Guido Rivoir, che aiutò la sua famiglia (così come tanti altri cileni) a fuggire dalla dittatura di Augusto Pinochet. ©CdT/Chiara Zocchetti

Il castigatore dell’Inter che si batte per dare un futuro ai giovani

Edo Carrasco esprime grande riconoscenza per il pastore Guido Rivoir, che aiutò la sua famiglia (così come tanti altri cileni) a fuggire dalla dittatura di Augusto Pinochet. ©CdT/Chiara Zocchetti

Il castigatore dell’Inter che si batte per dare un futuro ai giovani

Il castigatore dell’Inter che si batte per dare un futuro ai giovani

La storia di Edo Carrasco è la dimostrazione di come, andando appena oltre l’apparenza, vi siano infiniti mondi da scoprire. Alzi la mano chi, sentendo il suo nome, non ricorda quel 26 settembre del 1995, quando – indossando la maglia del Lugano – con un goal a San Siro estromise l’Inter dalla Coppa UEFA. Ma dietro agli allori calcistici vi è molto altro: una vita all’insegna della solidarietà, nella convinzione che ognuno abbia il diritto di essere ascoltato e valorizzato.

«Questa – racconta Carrasco – è una storia segnata da un’altra storia. Non sarei probabilmente quello che sono se la mia famiglia non avesse dovuto fuggire dalla dittatura cilena di Augusto Pinochet. Pur essendo nato là nel 1972, di quegli anni non ricordo nulla. Ma so che mio padre subì il carcere e la tortura dal settembre...

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