Il fotoreporter che ti sta vicino dal primo all’ultimo giorno

La storia

Incontro con il locarnese Diego Rossi, che svolge due professioni agli antipodi, una vita spesa tra onoranze funebri e articoli per bambini

Il fotoreporter che ti sta vicino dal primo all’ultimo giorno
Rossi è impresario di onoranze funebri e commerciante di mobili e articoli per la prima infanzia. © CDT/Gabriele Putzu

Il fotoreporter che ti sta vicino dal primo all’ultimo giorno

Rossi è impresario di onoranze funebri e commerciante di mobili e articoli per la prima infanzia. © CDT/Gabriele Putzu

Il fotoreporter che ti sta vicino dal primo all’ultimo giorno
Il 61.enne porta avanti le attività di famiglia avviate nella metà dell’Ottocento. © CDT/Gabriele Putzu

Il fotoreporter che ti sta vicino dal primo all’ultimo giorno

Il 61.enne porta avanti le attività di famiglia avviate nella metà dell’Ottocento. © CDT/Gabriele Putzu

Se lo incontri non manca mai di regalarti un sorriso, una battuta o un aneddoto su quanto accade a Locarno (perché lui, da sempre, è un cittadino di piazza Grande). Insomma è un uomo che celebra la vita. Ma di mestiere fa anche (vedremo perché diciamo anche) l’impresario di onoranze funebri. E non usate il termine becchino, altrimenti vi correggerà all’istante. «Il becchino sotterra i morti, mentre io accompagno il defunto, ma soprattutto i suoi cari nel difficile momento del distacco».
Un lavoro di certo non facile, quello di Diego Rossi, classe 1958. E un lavoro che lui svolge parallelamente a un’altra attività, che ad alcuni potrebbe apparire diametralmente opposta. È infatti titolare della Mobili Rossi, sempre a Locarno, che si occupa in particolare di articoli per bambini e per la prima infanzia, come culle, lettini, passeggini e così via.

Un dualismo «naturale»

Questo dualismo, che si potrebbe leggere come un ossimoro professionale, non turba però Rossi. «In entrambe le mie attività, il mio compito è quello di seguire, aiutare e consigliare le persone in un momento particolare». Ma come si è avvicinato a queste due professioni? «Si tratta in entrambi i casi di attività di famiglia. L’impresa di onoranze funebri, così come l’emporio di mobili, è stata avviata dal mio bisnonno nella metà dell’Ottocento», spiega il nostro interlocutore. «Io da giovane facevo il fotoreporter per i quotidiani ticinesi. Ma un incidente durante il militare e la contemporanea morte di mio fratello hanno fatto si che dovessi tornare in ditta con mio padre». Ma Diego non si è accontentato, semplicemente, di svolgere un mestiere che, essendo una tradizione di famiglia, già conosceva piuttosto bene. «Ho poi conseguito il diploma di impresario di onoranze funebri. In Ticino ce ne sono solamente sei», sottolinea.

Un po’ psicologi

Prima ci ha detto che il suo lavoro è quello di accompagnare le persone. Ci spieghi meglio. «Quando una persona muore, sono molte le cose da organizzare in poco tempo. Dagli annunci funebri, alla stampa dei biglietti di partecipazione, passando per la cerimonia funebre, con la scelta della chiesa (o della sala) e della musica. Infine la deposizione della bara o dell’urna. Ecco, io cerco di aiutare e consigliare i parenti del defunto in tutte queste scelte». E come si approccia con i familiari della persona scomparsa in momenti così terribili? «Nel modo più umano, sensibile ed empatico possibile, perché mi infilo – anche con questioni pratiche – nella loro vite e nelle loro case, appunto, nel difficile momento del distacco. Bisogna essere un po’ psicologi, davanti a scene strazianti devo riuscire a consolare chi è rimasto. E, magari, anche piazzare nel momento giusto una frase che strappi un sorriso ed allenti la tensione. Ma sempre nel pieno rispetto del dolore che sta vivendo chi ho di fronte».

I momenti più difficili

E quali sono i momenti, per lei, più difficili? «Se il defunto è un anziano, tutto è più semplice, perché ci troviamo di fronte all’ineluttabile, quanto naturale, ciclo della vita. Ma, anche se ormai la scorza si è fatta dura, è impossibile per me non lasciare spazio alla commozione, quando la persona morta è giovane. Terribile, poi, se si tratta di un bambino. Come affatto non semplici da gestire a livello emotivo sono gli interventi a seguito di incidenti». Infine, se potesse tornare indietro nel tempo, rifarebbe questo lavoro? «Senza dubbi».

«Non ho mai subito discriminazioni»

Sui becchini, per una volta passateci il termine, le credenze popolari non mancano. Come vive questo lato della sua professione Diego Rossi? «Ogni tanto assisto a qualche comportamento bizzarro. Ma mai irriverente. Devo però dire di non aver mai avuto l’impressione di subire forme di discriminazione nei rapporti interpersonali».

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