La città di domani i piccoli la vogliono così

Incontro

Allievi delle scuole e giovani presentano al Municipio i loro progetti per una Locarno a misura di bambino – Ora si lavorerà per ottenere la certificazione concessa dall’Unicef ai Comuni che si preoccupano degli abitanti in miniatura

La città di domani i piccoli la vogliono così
I bambini hanno presentato disegni e pannelli informativi per illustrare le loro idee. ©CdT/Gabriele Putzu

La città di domani i piccoli la vogliono così

I bambini hanno presentato disegni e pannelli informativi per illustrare le loro idee. ©CdT/Gabriele Putzu

La città di domani i piccoli la vogliono così
Ad ascoltare la presentazione il municipale Ronnie Moretti e il sindaco Alain Scherrer. ©CdT/Gabriele Putzu

La città di domani i piccoli la vogliono così

Ad ascoltare la presentazione il municipale Ronnie Moretti e il sindaco Alain Scherrer. ©CdT/Gabriele Putzu

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La città di domani i piccoli la vogliono così

La città di domani i piccoli la vogliono così

La città di domani i piccoli la vogliono così

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La città di domani i piccoli la vogliono così

La città di domani i piccoli la vogliono così

Abitate a Locarno? Immaginatevi allora di uscire una mattina per andare al lavoro e di trovarvi di fronte una città composta unicamente da case di al massimo tre piani, ognuna con il suo bel giardino e con un impianto solare sul tetto. Avanguardistica, vero, come visione? Beh, è una di quelle scaturite dai 250 partecipanti al sondaggio voluto dal Municipio affinché esprimessero idee e progetti per la Locarno del futuro. Con un obiettivo: ottenere dall’Unicef (il fondo per l’infanzia delle Nazioni unite) la certificazione «Città amica dei bambini» (come anticipato dal Corriere del Ticino lo scorso 28 giugno). Allievi delle elementari, genitori di piccoli dell’asilo, ragazzi delle medie, liceali e membri dell’associazione LOComotiva hanno dunque lavorato mettendo nero su bianco le proprie suggestioni che hanno poi presentato a due interlocutori d’eccezione: il sindaco di Locarno Alain Scherrer e il municipale Ronnie Moretti.

Tre punti essenziali

Ad affiancare su palco i rappresentanti della Città c’erano il dottor Mario Bianchetti, delegato dell’Unicef, e Patrizia Dresti, responsabile del progetto. È stata quest’ultima a ricordare che i progetti presentati, individuali o di gruppo, sono stati una settantina, allestiti nell’ambito di sette laboratori. Tre, in particolare, gli ambiti su cui si è concentrata l’attenzione dei giovani partecipanti: gli edifici scolastici e i servizi educativi, gli spazi di incontro pubblici fuori dagli istituti e la cura dell’ambiente.

Fantasia e concretezza

La parola, com’è giusto, è poi passata ai piccoli, partendo dagli allievi di prima elementari, che hanno dimostrato parecchia fantasia e creatività, senza dimenticare però la concretezza. Difficile riassumere tutte le proposte, corredate dalla proiezione di disegni sullo schermo o con la presentazione pannelli illustrativi. A nuovi parchi gioco naturalistici si sono succeduti sentieri didattici, per poi essere seguiti da una fattoria comunale e da un più vasto ventaglio di proposte sportive e culturali nell’ambito del dopo-scuola. Gli allievi di Solduno hanno letteralmente ridisegnato la propria sede scolastica, immaginandola più grande, tecnologica e dotata di spazi dedicati per le varie attività. Gli allievi delle medie di via Varesi si sono invece concentrati su alcuni luoghi ben precisi della città: la rotonda di piazza Castello e il comparto dell’ex macello, immaginandovi punti di incontro e di divertimento colorati, dove far interagire bambini, famiglie e anziani. Ma anche appartamenti a pigione moderata, una sala multiuso, luoghi pubblici dotati di wi-fi. Non sono mancate le idee concepite da un gruppo di liceali e dall’associazione giovanile LOComotiva, che ha invitato gli altri partecipanti a collaborare. Anche un’occasione, insomma, per creare un canale di contatto fra le varie generazioni, dall’asilo in su.

Ora si approfondirà

Ora le proposte saranno vagliate dal Municipio, i cui rappresentanti hanno promesso che si farà il possibile per concretizzarle, almeno in parte. Con l’obiettivo finale di ottenere la certificazione Unicef, che sarebbe la prima in Ticino.

©CdT.ch - Riproduzione riservata

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