La futura stazione TILO di Minusio? «Una porta d’entrata al lago»

Mobilità

Firmato dal Municipio il messaggio per ridisegnare la zona Remorino che dal 2022 ospiterà la fermata – L’Esecutivo vuole cogliere tutte le opportunità del progetto migliorando nel contempo la qualità di vita nel quartiere

La futura stazione TILO di Minusio? «Una porta d’entrata al lago»
La nuova fermata TILO all’interno del quartiere Remorino porterà grandi novità a Minusio. © CdT/Archivio

La futura stazione TILO di Minusio? «Una porta d’entrata al lago»

La nuova fermata TILO all’interno del quartiere Remorino porterà grandi novità a Minusio. © CdT/Archivio

Sfruttare appieno le potenzialità si sviluppo offerte dalla nuova fermata TILO, l’unica a Minusio. E nel contempo riconoscere sin da subito le insidie di cui il progetto è foriero. È l’intento del Municipio che proprio per affrontare la sfida a 360 gradi ha appena firmato un messaggio, con una richiesta di credito pari a 360.000 franchi, che prevede una procedura a tre livelli: allestire un modello tecnico di fattibilità, affidare poi un mandato di studio in parallelo e formalizzare infine la relativa variante di PR del comparto Remorino, all’interno del quale la fermata TILO dovrebbe appunto comparire nel dicembre del 2022 (questo, almeno, secondo le previsioni odierne). Senza volerci addentrare nei tecnicismi della procedura, e nemmeno nella cronistoria di mozioni e interpellanze presentate sul tema negli anni, ricordiamo che già diversi studi e approfondimenti sono stati eseguiti finora. Il tutto, appunto, nell’intento di affinare la strategia da approntare.

Nodo dei collegamenti
Il nuovo indirizzo pianificatorio, come si evince dal messaggio municipale, ha diversi obiettivi. In primis «la nuova fermata TILO deve diventare porta d’entrata, nodo e centro per i collegamenti verso il centro paese e verso la passeggiata riva lago con possibili conseguenze sui flussi delle mobilità lenta». Sarà importante, inoltre, «non banalizzare, bensì controllare questo inevitabile processo di trasformazione con una visione d’insieme del comparto». Lo studio pianificatorio dovrà inoltre determinare l’estensione dell’area d’interesse, pensando al comparto ristretto che coinvolge direttamente terreni privati e pubblici a contatto con la nuova fermata e anche a quello più ampio esteso ai quartieri limitrofi. Occorrerà poi immaginare uno sviluppo urbanistico, che miri a una migliore qualità spaziale della zona di collegamento e d’incontro. In questo contesto «il Comune dev’essere l’attore principale nella trasformazione del comparto e nella politica fondiaria dell’intero quartiere attraverso misure pianificatorie», spiega ancora l’Esecutivo. «Ad esempio grazie a una politica di acquisizione/dismissione di proprietà pubbliche per uno sviluppo del nuovo quartiere in collaborazione con il privato».

Le tre tappe
Il modello tecnico di fattibilità, dunque, avrà il compito di ottenere risposte su quanto e come costruire, di che spazi e di quali servizi pubblici insediare, nonché di quali funzioni private insediare per rispondere ai nuovi scenari generati dalla fermata TILO. Il mandato di studio in parallelo, invece, avrà l’obiettivo di ottenere la migliore soluzione urbanistico-architettonica dei contenuti definiti nel precedente modello tecnico. Infine, il concorso per la variante di PR affiderà al pianificatore il compito di formalizzare il tutto.

Trasporto interno
Da rilevare, in conclusione, che nei precedenti approfondimenti si era considerata l’ipotesi di introdurre una linea del trasporto pubblico (autobus) fra lago e collina, fino a Brione s/Minusio. Ipotesi ora esclusa, mentre non è chiusa la porta a un servizio interno nella zona bassa del Comune.

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